martedì 26 luglio 2011

[Recensione: La Panzanella] “ Ti amo, pensai. Amo la tua spina dorsale, è un miracolo. E' il residuo di una corazza, è un'ammonite. Ti amo perché discendi dalla scimmia. ”

Trama: Carlotta Cordelli - detta "la Gnoccolona", classe 1984, discendenza fieramente partenopea e borghese, ambizioni dichiaratamente filosofico-letterarie, un magma di pensieri onirico e torrenziale - sente di non essere adatta alla vita, ma non per questo rinuncia a vivere. Si sente brutta e sgraziata, ed è alla ricerca di "bellezza e amore" fino alle estreme conseguenze e fino al paradossale desiderio di essere molestata da un uomo. In un flusso di ricordi tumultuoso, Carlotta porta alla luce episodi che hanno segnato la sua esistenza: le suore cattive alle elementari, il sabato pomeriggio in discoteca, la sigaretta fumata di nascosto con l'amica nella villa di Porto Ercole, la vacanza ad Amsterdam e lo sballo con i funghi allucinogeni, la perdita della verginità in un'auto scomodissima con un ragazzo più grande, l'avventurosa gita scolastica ad Atene...




Il mio voto: 




La mia recensione:




[L'allert dello spoiler è puramente formale visto che è una storia a puntate. Onde evitare lo metto. Leggete a vostro rischio e pericolo.]

Il libro m'è piaciuto anche se quando l'avevo visto su aNobii mi ero immaginata una cosa completamente diversa così come quando avevo un'altra recensione su aNobii m'era aspettata qualcosa " di peggio ".
Da qui nasce il mio desiderio di farvi una premessa. E' più una vita a puntate, quasi fosse un telefilm; di conseguenza non aspettatevi una trama che significhi appieno questa definizione.
La protagonista, Carlotta, secondo me vive nel mondo reale talvolta fatto su misura per lei e quasi sempre penso di essere riuscita a capire quello che intendeva. Essere strani o semplicemente " diversi " aiuta nella lettura di questo libro, non lo credete possibile?
Ad esempio per qualcuno è pura follia vedere Carlotta che pensa di buttar giù dalla terrazza l'amica della mamma perché sta per scoprire che figlia e amica hanno fumato. Io lo trovo solo esagerato, ma non folle e penso che sia anche per questo che mia madre per una giornata intera ogni volta che apriva la porta - finestra del balcone si guardava nervosamente attorno, come in quei film dove il povero sempliciotto vede rapirsi la figlia e deve pagare un riscatto. Ovviamente ha una paura fottuta di rimetterci la pelle e di conseguenza si guarda con nervosismo tutt'attorno.
Forse non reputo la Panzanella pazza perché forse un po' lo sono anch'io. Pazza, intendo.
A volte annoiata altre volte incuriosita, ho divorato queste 200 pagine in un breve lasso di tempo e non mi sono mai fatta troppi problemi della volgarità usata dalla protagonista perché in tutta schiettezza sono anch'io così. I miei mi danno della scaricatrice di porto, alcuni amici mi danno della scaricatrice di porto e io campo senza problemi. Non sono ancora morta dopo aver detto le parolacce e non penso che andrò all'Inferno per questo. Ma qui sto solo divagando.
A volta comunque i pensieri di Carlotta sono, come ho visto in una recensione su aNobii, 
“ al limite tra il delirio onirico e la malattia mentale. ”
Ma anche qui non ci vedo niente di particolare, anzi tutto ciò non fa che esaltare questo meraviglioso personaggio!!!
A volte però ci sono sprazzi di normalità. Ad esempio quando la protagonista si sente brutta e grassa. Pensa che basta essere uno stuzzicadenti per essere figa e avere una folla di giovani aitanti pronti a darle tutto ciò di cui ha bisogno. Vi dico in tutta tranquillità che se fosse davvero così sarei già uno smilzo di quindicenne. E su questo io e la Panzanella non siamo andate d'accordo perché lei ha continuato a credere in questa idiozia mentre io l'ho capito abbastanza velocemente. Poi be' arriva la magrezza anche se continua a rimanere sola e triste. Non ha guadagnato proprio nulla.
Insomma questa scrittrice giovanissima secondo me merita, anche se per qualcuno scrive in modo incomprensibile, alieno quasi. Spero di poter leggere nuove storie, anche più " grandi " e poterle apprezzare come ho apprezzato questa.
Grazie Carlotta Cordelli detta " la Panzanella " per avermi fatta sorridere, sognare e avermi dato qualche spunto per poter ampliare le mie riflessioni e grazie anche a Giulia Villoresi per avermi fatto conoscere questo mondo chiamato Panzanella.

[Recensione: La Morte d'Argento] “ Tutto è silenzio e tutto tace nell'attesa lunga, infinita, tuttavia troppo breve. ”

Trama: Amare un vampiro è possibile? Erika, una giovane studentessa di economia all'università di Modena si troverà a doversi porre l'inquietante quesito. Sarà Christian, affascinante giovane conosciuto sull'autobus una mattina, a porla di fronte al dilemma. Erika scoprirà così il mondo dei non morti, le loro regole, le loro caratteristiche, i loro prodigiosi poteri e i pochi limiti a loro imposti. Presa dai propri contrastanti sentimenti la giovane si troverà coinvolta, suo malgrado, nell'adempimento di un'antica profezia che potrebbe segnare per sempre il destino dei vampiri di tutto il pianeta. Perché proprio lei sarà così indispensabile perché la profezia abbia compimento? E chi sono veramente i tre fratelli che dicono di volerla aiutare e proteggere? sarà davvero Vincent a rappresentare la parte malvagia dei non morti o Jean-Claude avrà un ruolo determinante in questa storia? Quesiti che troveranno risposta soltanto nel dipanarsi della storia, ricca di colpi di scena, di pathos, di sentimenti ed emozioni vere, sino all'ultima pagina, all'ultima riga.


Il mio voto: 


La mia recensione: 




CITAZIONE COMPLETA: “ Lente le foglie mosse dalla brezza notturna, come nelle carezze alle dolci figure dei frutti e alle spigolose dita degli alberi. Gocce di luna che bagnano il verde e il marrone, li trasformano in un nebuloso azzurro pallido.
Piano, l'acqua procede nel suo cammino, ignara e disinteressata per la nascita di una nuova stella, il cui riflesso come fuoco brucia e come vento spazza via ogni ostacolo dal suo cammino. Tutto è silenzio e tutto tace nell'attesa lunga, infinita, tuttavia troppo breve. ”
Un libro molto bello che desideravo già da un po'. Detto questo la domanda sorge più o meno spontanea: perché solo tre stelle ( e mezza )?
Perché la storia non è riuscita a catturarmi completamente. Forse mi sono un po' “ stufata ” di questi vampiri e voglio prendermi una pausa anche se questi vampiri sono tutt'altro che dolci e modello Swarovski.
Ormai mi sono stufata e penso che ne avrò per un po'. Ovviamente ci andranno di mezzo autori meritevoli ma ne leggerò pochissimi di libri come questi. Se non son vampiri sono angeli e alla fine ci si stufa di vederli in queste patetiche condizioni.
Fine della precisazione. Ringrazio ancora l'autrice per non aver partorito un libro con vampiri da quattro soldi altrimenti mi incavolavo di brutto.
Dunque….
I personaggi mi sono sembrati ben caratterizzati riuscendo a modellarsi divinamente con la storia e con il resto della compagnia, anziché messi lì ad cazzum come in una partita a scacchi, dove metti qui piuttosto che lì il pedone o il cavallo. Questo libro insomma non manca certo di coerenza!
Anche la trama è molto bella che mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca in una certa situazione ma che con l'evolversi degli eventi mi ha prontamente fatto cambiare idea, gustandomi un bel finale.
Tutto è descritto in modo divino, senza appesantire la lettura. Il voto un po' basso credo sia per una mancanza mia visto che in questo periodo son un po' così e averci messo un po' lo dimostra. Mi spiace perché è un libro che vale anche se è di un'autrice esordiente.
Una cosa che non mi è piaciuta molto, ma credo sia " colpa " della casa editrice, è stato trovare la minuscola dopo il punto esclamativo od interrogativo. Da quanto ne so si usa la maiuscola come per un punto fermo. ^__^'
La mole del libro è abbastanza notevole ma si sa, se un libro ti piace può avere anche 2000 pagine e tu le divori in tre giorni no-stop.
La storia del primo vampiro è stata bellissima, soprattutto per una che ama i draghi come la sottoscritta!!
La protagonista, Erika: dovrei odiarla solo per il fatto che è troppo razionale, non lascia spazio alla fantasia e agli eventi soprannaturali. Prima di innamorarsi del Bel Vampiro, ovvio. Questa non è una critica, badate bene è solo una piccola nota a margine.
Christian non mi ha lasciato molto a dire il vero. La storia della sua vita mortale mi ha colpita e a quel punto ha iniziato ad essermi un poco simpatico, ma nulla di più.
Violet è stata una dei miei personaggi preferiti. All'inizio scontrosa, in seguito più morbida e affettuosa con Erika. Peccato che il Destino ha scelto una strada piena di sofferenza e dolore.
Einar non so… il vampiro malizioso dal carattere indecifrabile. Delle volte gli avrei volentieri fracassato in testa un tavolo di legno con tanto di albero annesso ma in alcune occasioni sarei corsa lì ad abbracciarlo e dargli conforto ( pochissime occasioni. )
Vincent è semplicemente da prendere a pugni. Le uniche note positive su questo personaggio sono due di numero.
- Sembra un bel giovine :P
- Ha duemila anni di non - morte e diciamocelo, per una che ama molto la storia farsi amico uno così non sarebbe male! ;D
Peccato che è uno stronzo. -.-
Jean-Claude è il mio preferito. Dedica tutta a sua vita immortale per fare del bene testando le sue scoperte su se stesso, pagandone ovviamente degli scotti ma nonostante tutto accetta e continua a fare del bene.
Potrebbe odiare o disprezzare Vincent ma invece dice solo che è immaturo, rimanendo composto e rilassato come se stesse parlando del tempo. Pazzesco! O_O
In definitiva questo libro mi è piaciuto ma, come già detto sopra, tutti questi vampiri non riesco più a digerirli perché se i vampiri dei libri in circolazione fossero tutti come questi cambierei al volo la mia opinione. Ma si sa, ormai son tutti finti. Peccato però...


[Recensione: Il Figlio dell'Orco e della Strega] “ E' incredibile come il destino venga a cercarci, quando non siamo noi ad andargli incontro. ”

TramaL'orco e la strega, due esseri così brutti da far scappare con i capelli bianchi chiunque li incontri, sono felicemente sposati. Arriva il giorno in cui decidono di avere un bambino, e con fiero orgoglio si immaginano quanto possa nescer brutto come loro. Quale sarà la loro reazione quando vedranno che invece è bellissimo.....?

Il mio voto: 

La mia recensione: Le favole... Le favole sia che leggi a cinque anni, a quindici o a trentacinque credo riescano ad entusiasmarti nel medesimo modo.
Questa favola moderna è una mezza conferma. L'ho letta a quindici anni e me ne sono innamorata. Sarà che queste storie sanno sempre catturarmi ma ne leggerei sempre. Perché diciamocelo, è di una facilità estrema immedesimarsi in un personaggio come Tarek perché tutti noi abbiamo qualcosa nascosto sotto ad un velo messoci addosso dai nostri cari o da noi stessi, recitando una sorta di mantra che alla fine ci convince della nostra incapacità di essere o fare qualcosa.
In questo caso Tarek viene convinto fin da piccolissimo che lui è un mostro, peggio dei suoi genitori - un orco e una strega. Allora per proteggersi viaggia sempre tutto incappucciato e con un velo addosso per non far trapelare la sua presunta bruttezza, anche se inconsciamente sta nascondendo un bellissimo ragazzo. Quando qualcuno glielo fa notare lui non riesce a crederci, pensa che per non ferirlo colei che credeva amica gli ha fatto un complimento quando stava solo constatando una realtà inconfutabile.
Così Tarek “ rompe ” l'amicizia con la fata dalle ali bruciate dal sole e scappa con Nevischio, il suo amico caribù, verso casa non riuscendo a capacitarsi del bisogno di mentire di Altèa.
La favola è molto breve, semplice e bella anche se ha un finale molto maturo e, a mio avviso, inaspettato. Non posso nemmeno dire come mi è sembrato perché usurperei un finale da godere.
Grazie all'autrice per avermi dato l'opportunità di leggere una favola così bella!
“ Il cielo era pieno di stelle: stelle brillanti, lucenti, alcune splendenti, altre quasi spente. Sembravano schizzi di sogni, lì, fissate sul blu cupo di una notte come tante altre... ed i suoi occhi azzurri le osservavano colmi di altre mille luci cristalline che scaturivano dal fondo del suo cuore. I suoi grandi occhi da tempo stanchi di nascondersi dietro un velo nero, tanto più scuro di quella bella e calda notte... ”

Chiedo perdono...

Chiedo umilmente perdono a voi lettori.. 
Lo sfogo non è stata un'idea grandiosa per farvi sapere che ero ancora viva dopo un mese e passa che non mi facevo sentire.
Ho avuto un po' di problemi, seguiti a ruota dalle vacanze estive e lì la connessione era orripilante al punto che anche guardare delle idiozie era impossibile. -.-


Ora sono qui a promettervi più attenzioni, più recensioni e quant'altro!
Se mi mandate a quel paese va bene, tanto un pochino sento di meritarmelo...

lunedì 25 luglio 2011

Basta coi sentimenti....

Vedo persone che conosco, anche se poco, provare lo stesso dolore che ho già provato altre volte e l'unica cosa che so dar loro è del conforto, quella stessa cosa che anzitempo la gente mi ha dato facendomi sentire uno zerbino.
Non voglio più essere debole, essere ferita... Basta!!
Dov'è la magica pillolina che mi toglie tutti i sentimenti? O ignorata o maltratta... ma che vita del c***o è?
La gente sa solo dirmi " Sii positiva. " Grazie tante questo mi aiuta, davvero!!! Il più delle persone lo dice col cuore in mano, con sincerità e affetto ma io mi sono rotta le scatole di dover ricacciare indietro le lacrime per non fare la debole, di star zitta per non scatenare putiferi, di squarciarmi il petto da sola perché il dolore me lo fa scoppiare. E non venite a dirmi che la vita è un dono e che sono molto più fortunata di altri perché lo so e forse è per questo che mi sento una schifezza. Se non avessi niente non avrei tempo per stare zitta, stare male, piangere in un soggiorno vuoto alle 9:00 di mattina quando l'unico testimone di questa umiliante scena è un coniglio che prova pietà per una quindicenne che vede tutto nero.

Questo è solo l'ennesimo sfogo, né il primo né l'ultimo. Già che ci siete fatemi un piacere: evitate di commentare e se sentite il bisogno di farlo evitate le cazzate e i rimproveri. Mi accontento di " un abbraccio " ma fatelo con sentimento e non perché CI SI SENTE OBBLIGATI.


giovedì 9 giugno 2011

[Recensione: Elfo per metà] “ Non si può dire che cosa ci riservi il futuro fino a che non lo viviamo. ”

Trama: È un grande problema quando una regina ha imposto su di te una maledizione che ti succhia la vita. 
È un grande problema quando la tua unica speranza di salvezza è un albero di dodici metri che può stritolarti con le sue radici se non gli vai a genio. 
È un grande problema quando i tuoi compagni hanno una scarsissima considerazione delle tue capacità.
Ma, soprattutto, è un grande problema quando sei un elfo solo per metà.




Il mio voto: 

La mia recensione:

*** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

Posso fare una piccola precisazione prima di iniziare? Grazie.
Ecco… Io….
 Voglio Caleb per amico!! 
Chiudo la precisazione per non cadere nel ridicolo. XD
Okay ora vi parlo seriamente del libro.
Io amo gli Elfi, tutti quelli che mi conoscono lo sanno e probabilmente anche chi non mi conosce lo può intuire.
Il nome che uso sul blog e su FB ricorda un po' questi personaggi leggendari che su di me hanno un effetto super.
Inutile dire che questo libro non è stato da meno, anzi mi ha regalato una lettura davvero preziosa e dei nuovi Elfi.
 " Nuovi? Come possono essere nuovi? " vi chiederete.
Hanno sentimenti prettamente umani, usano espressioni che ricordano quelle umane; insomma ricordano proprio degli umani, facendoli sembrare più reali di quanto non sono.
Meravigliosa come cosa, non trovate? Inutile allegare i tempi di lettura perché l'ho letteralmente divorato, complici scrittura molto fluida, una trama avvincente e poche pagine. Forse troppo poche..
Ma veniamo alla storia.
Caleb è un elfo per metà ( mezzo elfo e mezzo mago ) e come ben sapete i mezzosangue non hanno mai vita facile!
E devo dire che questo è il pregio di questo breve romanzo. Il protagonista è un eroe non eroe.
Di solito gli eroi sono superfighi e impavidi, senza macchia, hanno una forte integrità morale e sani princìpi, sono sempre pronti a tutto, hanno sempre delle donne che cascano ai loro piedi e via dicendo… Caleb invece è magrolino, con le orecchie a punta un po' troppo grandi, disinteressato all'universo femminile e intraprendente per meri scopi personali. Sicuramente deve crescere e migliorarsi ma qui lo possiamo definire un eroe davvero singolare.
La fine di questa storia purtroppo è stata un po' troppo frettolosa per i miei gusti, lasciandomi spiazzata e irritata. Non può finire così!! Sembra quasi che il tempo si sia fermato perché succede tutto ma al contempo niente. " Come è possibile? " vi chiederete.
Io ovviamente mi aspettavo uno scontro epico tra il Buono e il Cattivo e invece…….
Lo so, non dovrei sventolare queste informazioni preziose come i fazzoletti che si vedono nei film un po' retrò quando qualcuno deve salutare una persona cara che sta partendo ( di solito col treno ) per luoghi lontani ma è più forte di me, non so cosa farci.
Io devo sapere e spero vivamente in un seguito perché se non esistesse sarebbe davvero troppo per me. Ho bisogno di sapere visto come questo libro mi ha lasciata.
L'impressione che ho avuto è stata quella di aver finito un capitolo, aver voltato pagina per proseguire la lettura verso il capitolo successivo e di aver trovato la pagina bianca. Capite come posso essermi sentita.
Un altro aspetto positivo della storia è che Lifaen , un Elementale fata, non si è intromesso nello scontro tra elfi, rimanendo neutro e rispettando così la sua figura di saggio imparziale. Grazie Lifaen per aver fatto il tuo dovere e di esserti fatto i cavoli tuoi!! Grazie con tutto il cuore!
Caleb rimarrà il mio preferito per sempre, a meno che non spunti fuori qualche altro bel giovine o che Ning abbassi la cresta e la smetta di fare il superiore. u.u

[Recensione: Colui Che Gli Dei Vogliono Distruggere] “ Siamo dei vampiri noi cosiddetti creativi. Raccontate a uno scrittore una cosa terribile che è capitata al vostro vicino, e state sicuri che vi ascolterà con estrema attenzione. Vi farà un sacco di domande, finalmente partecipe e contrito. Non fidatevi. ”

Trama: «Ci sono poteri utili, poteri inutili, poteri dannosi. Leviatan li aveva tutti. Immaginate un potere, uno qualunque. Leviatan ce l’aveva. A parte forse il sudore corrosivo, i superacidi gastrici e le lumache divoratrici nell’intestino, tutti gli altri poteri erano codificati nel suo dna. Poteri utili, la superforza. Inutili, il superventriloquismo. Dannosi, l’empatia passiva.» 
In un mondo quasi uguale al nostro, Terra L, vive un supereroe. Si chiama Leviatan. I suoi poteri cambiano ogni dodici ore, in maniera incontrollabile. Da più di un secolo difende l’umanità da ogni pericolo. Nella sua identità segreta, Leviatan si fa chiamare Daniel, vende dischi e fumetti rari ed è fidanzato con un’isterica scrittrice di romanzi erotici… Poi c’è Terra Prima, il nostro mondo rassicurante e familiare, dove i supereroi vivono soltanto nei fumetti. Su Terra Prima, un musicista di nome Kabra ha pochi giorni per scrivere la canzone che rilancerà i Despero, la sua storica band, e sfuggire ai tentativi di seduzione della bella Elettra, chitarrista talentuosa e pazza. Nella sua tragicomica odissea, preda di una terribile crisi creativa, si imbatte in un edicolante che blatera di supereroi…



Il mio voto: 




La mia recensione:


*** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***


“ … Ditegli che la figlioletta del vostro vicino è stata divorata da un pastore alsaziano. Aggiungete che il pastore alsaziano apparteneva a un importante politico, che non c'è modo di denunciare il politico per omessa sorveglianza, anzi, un osso della bambina ha soffocato il cane e il politico ha fatto causa ai genitori della piccola. Lo vedrete trattenere a stento la bava.
Comincerà a farvi un sacco di domande, simulando indignazione. Sembrerà scosso da un tremito di rabbia. Non è un tremito di rabbia.
Lo scrittore non vede l'ora di correre a casa a buttare giù il suo romanzo sul cane, il politico e la bambina, ma prima gli servono dei particolari da utilizzare. Quale osso di preciso ha soffocato il cane? Un femore? E da dove ha cominciato il suo pasto, dalle bramine, dalle gambine, dalla testa?
Noi che scriviamo canzoni facciamo più o meno così. Se non riusciamo a sfruttare il mondo esterno, ci vampirizziamo da soli. La ragazza ci lascia? Scriviamo un disco dimesso e triste. Soffriamo per un amore mai dichiarato? Ci alimentiamo di questo amore mai dichiarato per creare canzoni, e creiamo canzoni per far innamorare di noi quella ragazza. Poi magari capita che la ragazza non s'innamora di noi, s'innamora di tutti tranne che di noi, la sordida zoccola, ma intanto ci siamo macinati dodici anni di carriera musicale. ”







Già questo può darvi un'idea di quello che troverete leggendo questo libro.
Un cantante che una mattina si è svegliato e ha scritto un capolavoro che solo i fan della band conoscono e che vive grazie all'assegno SIAE procuratogli da una canzoncina che ha fatto furore e ha dato ai Despero i quindici minuti di gloria.
Bene, lui deve scrivere la canzone che riporterà alla gloria i Despero e… cazzo non arriva mai quella dannata Ispirazione che può far fare alla band il Grande Salto!
Questo nella Bologna su Terra Prima.
Dolci come supereroi, non credete?
Ora siamo nella Bologna di Terra L, un pianeta simile al nostro dove artisti come David Bowie, Lou Reed e simili si sono dati al crimine. Perché? Semplice. Johnny Grey negli anni sessanta ha scritto ( per modo di dire XD ) le canzoni più famose della storia della musica.
Su Terra L ci sono anche i supereroi e i cattivi ( ma questi li ho già nominati ) e il supereroe dei supereroi si chiama Leviatan, i suoi poteri cambiano in maniera incontrollabile ( ed imprevedibile ) ogni dodici ore. La sua identità da comune mortale è Daniel Drum, venditore di dischi e fumetti rari, fidanzato con un'isterica scrittrice di romanzi erotici che è follemente innamorata di Leviatan.
Ora…
Di Cristian Cabra detto Kabra, musicista e componente della sua storia band dei Despero a me fregava molto poco perché io già dalle prime pagine ero innamorata di Daniel Drum. La sua fidanzata è una deficiente se non si accorge del potenziale che ha sempre affianco…
Poi.. Non per fare spoiler ma… c'è un seguito sulle avventure di Daniel / Leviatan, vero? VERO??!!
Non potete trattarmi così! Mi fate innamorare di un personaggio così squisito e poi mi dite: " Fine, stop. Ciao bella! " Siete dei mostri.. ç_ç
La storia come avete intuito l'ho trovata magnifica e le quattro stelle le metto perché quel pirla di narratore ha smesso quando io non avevo fatto ancora il pieno.Ora mi spiego meglio..
Immaginatevi di stare seduti in poltrona a rilassarvi col vostro vinile preferito di Stevie Ray Vaughan e che siete lì a godervi queste sinfonie meravigliose…. ad un certo punto * puf! * cala un silenzio deprimente nel vostro soggiorno, allorché vi incazzate come caimani esclamando:
 
" Ma ca**o, è già finito??!! Non è possibile!!! " 
Okay questo esempio fa schifo ma era per farvi capire che siete lì beati e ad un certo punto sentite che qualche forza maggiore vi strappa la melodia dalle orecchie e voi, giustamente, vi incavolate come non mai. O no?
Comunque faccio una piccola precisazione. Io non sono un'estimatrice di Stevie Ray Vaughan e di questo mio padre secondo me si pentirà a vita, sollevandosi il morale perché è riuscito a farmi apprezzare Jimi Hendrix. Non ho citato lui perché… già perché? O_o
Va be' , non ce ne frega proprio niente.
Il succo del discorso era comunque quello. Sentirci sfuggire qualcosa di prezioso e non sapere se lo ritroveremo ancora in nuove avventure.
Spero vivamente che Leviatan ritorni perché a causa sua mi sono beccata una mezza crisi di lettura e non so se odiarlo o amarlo ancora di più per questo.
Di sicuro la mezza crisi dimostra quanto io mi sia affezionata a quel personaggio. E poi dai non fa tenerezza un personaggio che ogni dodici ore cambia automaticamente i propri poteri e non sa cosa si ritroverà? Dai è semplicemente fantastico. XD
“ Eh sì, dottore, davvero, io sto uscendo di testa, ma sa come diceva Aquaman? A colui che gli dei vogliono distruggere, prima viene data in dono la pazzia.
Euripide? 
È di Euripide? 
È sicuro?
Per me era Aquaman. 
Ma mi fido di lei. ”
Sublime, si meritava cinque stelle ma, come ho già avuto modo di far notare, quel deficiente di narratore ( che tra le altre cose mi deve spiegare come cacchio ha fatto a scoprire l'identità segreta di Daniel e tutte le cose che gli sono successe!!!! ) ha smesso così, all'improvviso lasciandomi con la bocca aperta e la faccia da pesce lesso. Il mio orgoglio ne sarà uscito distrutto, non c'è dubbio.
Ti saluto Daniel e conto di leggere al più presto nuove avventure sul tuo conto!!!
Una piccola nota: avere una cultura rock indubbiamente aiuta ma se ne siete sprovvisti vi consiglio di leggere questo libro con YouTube a portati di mouse, così vi fate un'idea di cosa stanno dicendo nel libro.
Basta, non scrivo altro altrimenti pregherei in ginocchio come una disperata attaccata alla canna del gas con le lacrime agli occhi un ritorno di Daniel Drum e, perché no?, anche di Kabra che tutto sommato mi iniziava a stare simpatico. :P

mercoledì 1 giugno 2011

[Recensione: Super] Fu così che un Ragazzo Normale salvò i Super..

Trama: Daniel si trasferisce con la famiglia a Noble's Green, "la città più sicura del mondo", come recitano i cartelli stradali. Ma i ragazzi del vicinato sembrano tutto, fuorché rassicuranti: hanno una curiosa tendenza a diventare invisibili, saettare nella stratosfera e domare correnti elettriche. Daniel scopre presto il loro segreto: all'insaputa di tutti, e soprattutto degli adulti, i suoi nuovi amici sono supereroi, ed è grazie a loro che Noble's Green dorme sonni tranquilli. Ma non ancora per molto: al compimento dei tredici anni, infatti, i superpoteri sono destinati a sparire insieme a ogni ricordo della loro esistenza! Chi è il malvagio sabotatore che vuole privarli delle loro doti soprannaturali, e chi li proteggerà da lui? Sarà proprio l'unico ragazzo senza superpoteri, che finalmente scoprirà di averne uno: salvare supereroi!

Il mio voto: 

La mia recensione:

Eccomi qui a scrivere una recensione. Eh sì, è una cosa davvero grandiosa anche Superman e gli altri supereroi sono sconvolti davanti a questo atto estremo da parte di una povera e sciocca adolescente. Va bene, basta puttanate.
Nei miei deliri farneticanti però qualcosa di giusto l'ho detto: i supereroi.

Già il titolo, Super, ci fa intuire che qualcosa di Super ha a che vedere con la trama, poi leggi la quarta di copertina e capisci tutto. I supereroi non hanno le mutande sopra la calzamaglia ma sono comunissimi ragazzini. Da brivido, eh? Soprattutto perché i ragazzini sono quelli che hanno la testa meno sulle spalle di tutti, non è forse così? 
Una notizia per i genitori che sono andati in iperventilazione leggendo questo post: perdono i loro poteri il giorno del loro tredicesimo compleanno.
Esempio. Il 27 ottobre io vado a dormire come una dodicenne Super e il giorno seguente, il 28 ottobre, mi sveglio come una tredicenne normale. Inquietante, non credete?
Non lo crede possibile nemmeno Daniel Corrigan, normalissimo ragazzo trasferitosi a Noble's Green per via della brutta malattia della nonna. 
Qui incontra dei ragazzi - gentili e non - che sfrecciano alla velocità di un battito di ciglia e che hanno una forza sovrumana ( non chiedetemi perché ma tutto ciò mi ha ricordato Clark Kent - quello di Smallville visto che ho conosciuto " bene " solo quello - e Leviatan. Sigh, mi brucia ancora il finale del libro. ç_ç ) che poi scopriranno essere reali, visto che loro ( quelli buoni ) sono i Super, ragazzi all'apparenza normali che proteggono i cittadini di Noble's Green.
" Come lo ha scoperto? "  vi starete chiedendo.. Io ve lo direi anche ma a quel punto non avreste più gusto nel leggere il libro. :P

Detto questo posso iniziare con la recensione vera e propria.

E' un libro indubbiamente rivolto ad un pubblico giovane ma ciò non significa che questo libro sa farsi apprezzare anche dai più grandi. Io non sarò una sessantenne ma queste letture per me ormai sono superate.

Daniel sembra la reincarnazione di Sherlock Holmes e per capirlo non ci vuole un intuito " della Madonna. " Lo riconosce lui stesso che ama alla follia i libri di A. Conan Doyle e che per capire tutti i misteri che circondano prende spunto dal famoso Sherlock Holmes. Si fanno altri riferimenti sul personaggio di Holmes e Watson o del suo nemico numero uno di cui, scusate l'ignoranza, non ricordo il nome. O.o

Eric delle volte mi è sembrato quasi un cyborg e per questo sento di dover delle scuse almeno ai lettori di questa recensione. Forse cyborg è esagerato ma dire essere umano coi paraocchi non lo è affatto. Vede solo ed esclusivamente quelle stupide regole campate in aria e ha un senso della giustizia così grande da fare schifo. Ecco cosa intendo quando dico che è rivolto ad un pubblico prettamente giovane. Io ormai non " accetto " più queste storie buoniste e se ho letto questo libro è per pochi e semplici motivi:

- Ha saputo catturarmi;
- La storia nonostante tutto aveva risvolti interessanti;
- Daniel è un nome che adoro ( anche in versione italiana o convertito in  Danielle ) quindi si può dire che questo giovanotto ha avuto la fortuna di trovarsi con questo nome;
- E' un periodo un po' così e leggere cose leggere come questa sono un toccasana per la sottoscritta.

Ecco, finito.

L'ennesima cosa che non mi è piaciuta e che rientra nel " è un libro per un pubblico prettamente giovane " è il cattivone: il Manto della Morte ( o qualcosa del genere. ) Me lo dipingi come uno stronzo colossale quando dalla sua ha teorie di un certo peso e sotto certi aspetti giuste. Nel libro viene semplicemente etichettato come cattivo e liquidato come tale. 
Queste critiche mi fanno un po' " intristire " perché sono argomentazioni abbastanza banali per criticare un libro ma bisogna avere un minimo di obiettività e farle notare mi sembra giusto. 
Il libro secondo me si merita tre stelle e mezza e il finale mi lascia intuire che ci sarà un seguito, o almeno credo.

Se non siete convinti o non volete spendere 17 euro vi dò il solito consiglio: prendete questo libro in biblioteca, fatevelo prestare. Se siete così iellati ( ma dubito fortemente di tutto ciò ) e la copia dell'amico se la sono condivisa il suo Pastore Tedesco e il Labrador del vicino, la copia della biblioteca è andata a fuoco come gli altri titoli presenti in essa, siete disperati e per volere divino lo trovate al Libraccio o al mercatino dell'usato durante una vostra perlustrazione compratelo a metà prezzo o a costo ridicolo. Scenario apocalittico, vero?

Spero di esservi stata d'aiuto con la recensione e di avervi strappato almeno mezzo sorriso facendo la pirla. 

Vi rimando alla prossima recensione!!
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