Buona sera a tutt*.
Il mio pomeriggio è stato decisamente proficuo e riparatore. Sono ancora triste per la storia dei pochi soldi e dei regali ma alla fine mia madre ha deciso di regalarmi un libro, indipendentemente dal fatto che i soldi sono pochi. Provate una cosa simile, mettete in sottofondo The Scientist dei Coldplay e piangete copiosamente. Avete me adesso. Non sto piangendo copiosamente, mi sto trattenendo ma penso che forse fottersene di quello che direbbe un genitore vedendo la propria figlia in lacrime non è una scusa per non farlo. Sono sinceramente stufa di dover fingere e di dover rimandare le lacrime che poi non ritorneranno e quindi questo è quanto: se piango adesso bene, sennò che le lacrime vadano a ciapà i ratt. Se non sapete cosa vuol dire questa espressione dialettale, Yahoo! Answers è in grado di fugare anche questo dubbio.
Dicevo. Mia madre mi ha regalato un libro che mi torna utile anche per la scuola, come compito delle vacanze. Il libro in questione è Il Quaderno di Maya. Ci sono scappati anche due usati del Libraccio a due ero l'uno, una caterva di libri in biblio e due manga. Credo di essere una delle adolescenti più felici del mondo talmente idiota da non rendersene conto pienamente. Ed è fottutamente triste non rendersi conto di questa fortuna, di dire « Cavolo non ho che due regali per Natale » e ritrovarsi con un bel po' di regali nel giro di pochi giorni.
Ecco in cosa sbagliamo noi gente erudita, fortunata, superiore e facoltosa: se abbiamo la Ferrari siamo contenti come una Pasqua ma se abbiamo un bacio e un regalo ringraziamo sì, siamo sorridenti sì, ci fa piacere sì, ma siamo sicuri di essere realmente ed assolutamente felici?
Follie, pensieri, racconti, crisi d'identità e tutto quello che può partorire una mente in subbuglio come questa.
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venerdì 23 dicembre 2011
martedì 20 dicembre 2011
Narcissistic Cannibal
[ A volte odio
La vita che faccio
Ogni cosa ogni volta è sbagliata
Tiro avanti, non posso scappare
Ogni cosa che arriva nella mia strada
Mi dà la caccia portandomi in tempi sereni
Rimango in attesa, sono perso nella nebbia
Combatto fino alla fine della vita ]
Buon martedì. Perché iniziare un post con il ritornello di una canzone dei KoЯn? Semplice: le citazioni, ovunque io le inserisca, hanno sempre un significato preciso. In questo caso si tratta di me in questo periodo. Lo so che è quasi Natale e che dovrei esser felice come una che ha appena baciato il tipo che le piace ma è un po' difficile se una deve rinunciare ad un libro che vorrebbe ardentemente per Natale e chiedere ai genitori di comprarle due fumetti di Rat – Man perché i soldi faticano ad arrivare e sono pure pochi. Sicuramente è dura per tutti ma mi chiedo se qualcuno in questi ultimi tempi si è fermato a pensare ai proprio pargoli e a porsi la fatidica domanda: “ Vorrei regalare a mio / a figlio / a ciò che desidera ma purtroppo non posso perché non ci sono i soldi. ” Non è una critica che merita i manifesti appiccicati sul lampione dove ci piscia il cane alle nove di sera ma solo una considerazione di noi figli. Gli infanti manifestano la disapprovazione ed il dolore in modo semplice e intuitivo: piangono e urlano. Ma un teenager come può reagire? Manda affanculo il mondo e basta? Credete che non si possa sentire a sua volta una merda? Io mi sono sentita così: incapace di poter far qualcosa per sistemare, anche di un millimetro, questa situazione. Certo, se uno chiede di spendere 4 euro per un fumetto di Rat – Man contro i 19,90 del libro di Bowden hai già fatto qualcosa ma alla fin fine è nulla in confronto a quello che veramente bisognerebbe fare. C'è di buono che, a quanto ne so, riceverò un po' di regali da persone che amo e a cui tengo davvero molto.
Oggi la mia giornata scolastica si è interrotta con una lotta contro i lacrimoni. Ho ricevuto un regalo inaspettato. E a tal proposito vi faccio una confessione: io dico sempre di avere il cuore di ghiaccio e il più delle volte mi comporto come una “ Principessa di Ghiaccio ” ma alla fin fine il mio cuore sanguina ogni volta che c'è qualcosa che non funziona. Mi considero un essere umano altamente emotivo che potrà anche prendersela per una quisquilia ma soffre di brutto.
Oggi la mia giornata scolastica si è interrotta con una lotta contro i lacrimoni. Ho ricevuto un regalo inaspettato. E a tal proposito vi faccio una confessione: io dico sempre di avere il cuore di ghiaccio e il più delle volte mi comporto come una “ Principessa di Ghiaccio ” ma alla fin fine il mio cuore sanguina ogni volta che c'è qualcosa che non funziona. Mi considero un essere umano altamente emotivo che potrà anche prendersela per una quisquilia ma soffre di brutto.
Ritornando al discorso principe. Ho messo il ritornello della canzone perché credo fondamentalmente di essere una cannibale narcisistica. Mi spiego. Mangio molte emozioni, sorrisi, lacrime e dolore degli esseri umani ( da qui l'essere cannibale ) e dall'altra sono, strano ma vero, una persona, che malgrado le apparenze e la scarsa autostima ripresa a calci in culo, molto egoista e che si vuol bene in modo...narcisistico. Ultimamente pure cinica per certe cose. D'altronde io ho sposato la causa dell'affrontare la maggior parte delle avversità della vita in modo asettico e senza emozioni apparenti. È brutto detto così ma io il dolore ho imparato ad affrontarlo così, almeno non rischio di star di merda.
lunedì 25 luglio 2011
Basta coi sentimenti....
Vedo persone che conosco, anche se poco, provare lo stesso dolore che ho già provato altre volte e l'unica cosa che so dar loro è del conforto, quella stessa cosa che anzitempo la gente mi ha dato facendomi sentire uno zerbino.Non voglio più essere debole, essere ferita... Basta!!
Dov'è la magica pillolina che mi toglie tutti i sentimenti? O ignorata o maltratta... ma che vita del c***o è?
La gente sa solo dirmi " Sii positiva. " Grazie tante questo mi aiuta, davvero!!! Il più delle persone lo dice col cuore in mano, con sincerità e affetto ma io mi sono rotta le scatole di dover ricacciare indietro le lacrime per non fare la debole, di star zitta per non scatenare putiferi, di squarciarmi il petto da sola perché il dolore me lo fa scoppiare. E non venite a dirmi che la vita è un dono e che sono molto più fortunata di altri perché lo so e forse è per questo che mi sento una schifezza. Se non avessi niente non avrei tempo per stare zitta, stare male, piangere in un soggiorno vuoto alle 9:00 di mattina quando l'unico testimone di questa umiliante scena è un coniglio che prova pietà per una quindicenne che vede tutto nero.
Questo è solo l'ennesimo sfogo, né il primo né l'ultimo. Già che ci siete fatemi un piacere: evitate di commentare e se sentite il bisogno di farlo evitate le cazzate e i rimproveri. Mi accontento di " un abbraccio " ma fatelo con sentimento e non perché CI SI SENTE OBBLIGATI.
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