sabato 5 novembre 2011

A volte ritornano...

Temo di passare per un'apparizione, in quanto la mia frequenza su questo blog abbandonato da Dio e dal mondo fa schifo. 

Inutile dirvi perché, come etc. sono sparita. Se non siete abituati fatevene una ragione perché non so proprio cosa dirvi. Facendo la stronza sto perdendo punti e lo so ma fondamentalmente non m'interessa, perché ho - come tutti - dei problemi e il fatto che solo il postare qui una dannata recensione che scrivo su aNobii mi dà fastidio quando sono già al pc può illuminarvi. Non cerco nulla e non sono qui con l'intento di elemosinare della dannata compassione. 
Detto questo... continuo a scrivere e di questo ne vado molto fiera visto che uno dei pochi ( per non dire l'unico ) mezzi a cui posso attingere per sfogarmi. Scrivere mi è servito anche per affrontare una macchia del passato che per quasi dieci anni ho semplicemente spostato come se fossi seduta sul divano e spostassi il libro che sto leggendo per far sedere mia madre; la macchia è stata anche un dannatissimo maglione che dopo un mese di gestazione sulla sedia della camera ho deciso di appendere e gettare nell'armadio. E tutto questo non l'ho fatto perché sono una persona insensibile col cuore di ghiaccio e lava al posto del sangue. Semplicemente faceva troppo male e sapete bene che è nella natura umana rimandare eternamente un qualcosa che fa male, troppo. E' troppo per me adesso che ne ho sedici di anni ( da una settimana ho fatto il passo da 15 a 16. Un applauso per me... ), figuriamoci a sei come potevo sentirmi!

I Cannelloni Suicidi ( ICS )
Va be' ora che ho finito di fare la bimba con le grandi sfighe e l'incapacità di sorridere, chiudo tutto e mi vado ad ascoltare qualcosa di necessario, tipo i Nirvana. In qualche modo devo pur ammazzare l'attesa del fatidico " bip! " del microonde che mi annuncia che i cannelloni sono pronti per il suicidio di massa.

Proroga del concorso LIBERO ARBITRIO SPIN OFF

Qui di seguito vi riporto un'interessante iniziativa proposta dall'autrice Caterina Armentano, autrice del libro “ Libero Arbitrio ”. Avevo già avuto modo di recensire questo libro e se siete interessati o volete semplicemente rileggerla, vi posto più che volentieri il link: http://niobelabianca.blogspot.com/2011/08/recensione-libero-arbitrio-spesso-mi.html


Qui di seguito trovate tutte le info. 


Proroga del concorso LIBERO ARBITRIO SPIN OFF + possibilità di leggere gratuitamente LIBERO ARBITRIO. 
Dopo aver ricevuto molte mail in cui i potenziali partecipanti al concorso "LIBERO ARBITRIO SPIN OFF" mi hanno fatto osservare che leggere il romanzo e scrivere un racconto nell'arco di due mesi non è possibile per tutti, insieme a MP Black e Lavinia Scolari, ho deciso di prorogare la data di scadenza al 31 gennaio 2012 e di inserire alcuni link dove poter leggere sia le prime 50 pagine del romanzo, sia per richiedere il pdf o acquistare il romanzo . 
Sperando di aver fatto cosa gradita a molti vi lascio il link del bando e la lista dei libri messi in palio: 
Prima edizione del concorso letterario LIBERO ARBITRIO SPIN – OFF 
Dopo il grande successo del LIBERO ARBITRIO BLOG TOUR e la richiesta da parte di molti lettori di un seguito della storia sopra citata l’autrice, Caterina Armentano, ha deciso di indire un concorso letterario affinché siano gli stessi lettori a dare libero sfogo alla propria fantasia scrivendo di proprio pugno il seguito del romanzo ( in forma molto ridotta) oppure di scegliere un personaggio tra i tanti all’interno del romanzo e creare un’appendice, un dopo, una storia alternativa di qualsiasi genere letterario. Questo implica la lettura del romanzo. Si può scegliere un qualsiasi personaggio, principale, comprimario o marginale, persino i bambini a patto che il loro vissuto trapeli all’interno del racconto. 
LIBERO ARBITRIO BLOG (http://caterinaarmentano.splinder.com/) in collaborazione con M.P. Black e Lavinia Scolari organizza il concorso letterario “LIBERO ARBITRIO SPIN – OFF”. In palio la pubblicazione dei tre racconti vincitori su LIBERO ARBITRIO BLOG e altri blogs amici e nove romanzi a scelta tra quelli gentilmente messi a disposizione dai più conosciuti autori emergenti italiani. 
La giuria è composta dalle scrittici: M.P. Black ( Lisa Verdi e il ciondolo elfico, Lisa Verdi e l’antico codice, Lisa Verdi e il Sole D’Aresil editi 0111 Edizione. I guardiani delle anime. La maledizione della regina edito Edizioni Domino) Lavinia Scolari ( L’uomo dal campanello d’oro 0111 Edizione) Caterina Armentano ( Il sentiero delle parole Torchio editore, Sotto l’albero di mimosa Aletti Editore, Libero arbitrio 0111 Edizione). 


Blog amici: 


Albero delle gocciole di Giulia 
Angel's Book di Violeta 
Atelier dei libri Glinda 
Bookland Viaggiando tra i libri 
Cuore d’inchiostro di Sonia 
Elfi draghi e streghe i miei libri e un po’ di gossip di M.P. Black 
Frammenti di Sogni di Lavinia Scolari 
Gloria’s literary cafè di Gloria 
Lasciami leggere di Black 
Il forum ufficiale di M.P.Black 
Il sovrano lettore di Barbara Risoli 
Sangue d’inchiostro di Leo 


Libri messi in palio: 

Amon saga. L’evocatore di Paola Boni edito Casini Editore. 
Amon saga. La fine del sentiero. di Paola Boni edito Casini Editore. 
Comiche in cassa di Alessandra Raiti e Patrizia Catenuto edito Kimerik Editore. 
Demetrio dai capelli verdi di Marco Mazzanti Edizione Eiffel. 
I figli di Atlantide di Mario De Martino edito Casini Editore. 
I Guardiani delle anime. La maledizione della Regina di M.P. Black edito Edizioni Domino. 
Il canto della notte di Camilla Morgan Davis edito Zero 91. 
Il veleno del cuore di Barbara Risoli edito 0111 Edizione. 
L’uomo dal campanello d’oro di Lavinia Scolari edito 0111 Edizione. 


Bando: http://caterinaarmentano.splinder.com/post/25540786/concorso-letterario-libero-arbitrio-spin-off 


Info: 


Leggi le prime 50 pagine di "LIBERO ARBITRIO" : 
http://issuu.com/0111edizioni/docs/ante-liberoarbitrio 


Catena di lettura su anobii dove si potrà leggere gratuitamente il romanzo e richiedere il pdf: http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3152646#new_thread

Per acquistare il romanzo (oltre ibs, libreria universitaria, amazon.it ecc ecc...) : http://www.ilclubdeilettori.com/prodotto-143737/Libero-arbitrio-di-Caterina-Armentano.aspx

lunedì 5 settembre 2011

Parole nel silenzio...

...Ovvero: perché scrivo.

Mi sono spesso chiesta perché scrivo. Già perché? Per rabbia, tristezza e altre cose represse? Perché sono sempre stata uno spirito libero e solitario? Perché spesso mi sono sentita un verme solitario, una rottura di scatole che deve essere tolta? I don't know.

Scrivere per sè stessi è la cosa primaria. Se dovessi mettermi qui davanti al computer per scrivere qualcosa che non è nato volontariamente dalla mia mente e che inconsciamente o meno non c'entra con me e la mia vita, il foglio elettronico rimarrebbe bianco, quasi fosse stato lavato col Vanish. 

Una volta mi chiedevo perché tutto ciò che scrivevo era tutto così deprimente poi quando mi mettevo a rileggerle facevo la scolaretta impaurita e piangevo, finalmente tutto mi era chiaro: non piangi se quello che stai leggendo non ti fa tremare l'anima. 

Ora accetto i miei scritti per quello che sono: se sono tristi li amo e se sono felici li amo allo stesso modo. Sono dei figli per me, i miei preziosi bambini. Sono la testimonianza che io ESISTO, sono le mie orme che in futuro saranno lì alla portata di tutti o di quattro gatti, non m'importa. Chi vorrà conoscermi potrà farlo così. Io sono tutte quelle lady o tutti quei gentleman che si ferivano, che morivano col cuore colmo d'amore, quelle farfalle mancate...  Ero e sono ancora IO quelle parole. 

Non mi sono mai pentita, così come spesso non mi pento di metterli sotto ad un velo per farli leggere solo ad una persona sola oltre a me. Ad esempio i miei non credo che capirebbero tutto quello che scrivo. Alcune sì e quelle " comprensibili " finiscono sotto i loro occhi ma quelle " incomprensibili " no, se mi chiedessero qualcosa o mi esponessero le loro opinioni sono sicura che una parte di me morirebbe.
Perché non sempre si può capire tutto..

Queste dunque sono le mie " Parole nel silenzio ", quelle parole che pochi hanno letto o sentito e che hanno apprezzato e che in me risvegliano sempre qualcosa.
Delle volte penso che ciò che scrivo è delirante, al limite della follia ma se ho scritto quelle parole un motivo ESISTE.  E quel motivo sono io.

Questo è forse il primo scritto veramente personale che condivido col mondo. 


martedì 9 agosto 2011

[Recensione: Libero Arbitrio] “ Spesso mi chiedevo perché starsene lì a indugiare nell’illusione che potesse scendere la manna dal cielo mentre il resto, quello che non volevamo, ci veniva dato e non avevamo neppure la facoltà di rimandarlo indietro. ”

Trama: In un paesino della Calabria, un luogo non ben definito, dove lo spazio simbolico prevale su quello reale, inizia l'intreccio delle vite di alcune donne che vivono nello stesso condominio. Loro si aiutano, si odiano, si invidiano, fanno comunella tra loro. Ogni donna ha una caratteristica ben specifica: Miriam desidera partecipare ad "Amici" nonostante abbia superato l'età e digiuna se Gigi d'Alessio tradisce la moglie. Gianna abortisce di nascosto dal marito perché non desidera più avere figli. Cosima è convinta di meritare un marito dittatore e crudele e non si rende conto che sua figlia, adolescente, ha una vita sessuale attiva e usa spesso la pillola del giorno dopo. Raffaella vive sempre storie sbagliate perché desidera al più presto sposarsi. Marianna non accetta le convenzioni di una società che la vorrebbe sposata e accasata con un ragazzo che lei non ama. Questi frammenti di vita sono il contorno della vera storia, raccontata da Rebecca, colei che porta in seno la maledizione che le fa perdere i figli prima che nascano. Rebecca narra la vicenda di Ester, la sua migliore amica, colei che vota la sua vita a un sogno che l'ha perseguitata per tutta la vita...


Il mio voto: 


La mia recensione:




Mi trovo un po' in difficoltà a commentare questo libro e devo dire che questo fatto inizia a non piacermi visto che non è la prima volta. >_<
Lasciando perdere queste cose dico subito che questo è un libro fuori dai miei generi perché sono abituata a leggere cose profondamente diverse e devo dire che mi devo ricredere su quella piccola idiozia che mi ero messa in testa sul fatto che i libri non fantasy non mi possono piacere e questa direi che è l'ennesima dimostrazione.
Quando avevo letto la trama di questo libro mi ero aspettata una cosa completamente diversa da questa, soprattutto perché è una storia piena di sofferenze ma anche di soddisfazioni, come la vita stessa.
E' la storia del Libero Arbitrio di un gruppetto di donne, tutte con le proprie speranze, i propri sogni, i propri alti e bassi e le proprie sofferenze ma è anche la storia di qualcuno che è stato disposto a sacrificare e a perdere tutto quello che aveva per poter avere una soddisfazione illusoriamente ( ? ) più grande anche se alla fine l'ha pagata a caro prezzo.
Questa storia nasce e prende forma in un paesino della Calabria, pieno di difetti e di gente col paraocchi dove il progresso è arrivato ma lo si rifiuta per rimanere nelle proprie mentalità arrugginite dal tempo. Di conseguenza è impossibile tenere segreto qualcosa perché nel giro di poco dal vicino di casa al panettiere tutti sanno tutto di tutti e sono sempre pronti a sputare sentenze senza sapere tutta la storia perché qualcuno ha osato fare delle scelte seguendo il proprio libero arbitrio.
In questo paesino sono solo le due protagoniste, Rebecca ed Ester, legate da un'amicizia duratura, genuina, fraterna fin dai tempi dell'asilo riescono a giudicarsi tra amiche ( quindi senza seppellirsi a vicenda per ogni cosa fatta ), così come Rebecca è l'unica a sapere che Ester fin da giovane sogna " la sua bambina ". Purtroppo entrambe non possono avere figli e, ovviamente, tutto il paese è a conoscenza di questa cosa. Rebecca ha perso dolorosamente due figli non riuscendo a portare a termine due gravidanze e la gente la compatisce e pensa che dicendole due parole consolatorie possano averla aiutata quando ne farebbe volentieri a meno visto che le fanno più male che bene. Tutto questo perché la gente è completamente presa dai propri impegni e dai propri comodi, vivendo nella loro dimora dorata recintata da un muro di egoismo.
Chiunque mi si avvicinasse era convinto di aver trovato le parole più consolatorie mai pronunciate da altro essere vivente e invece se si fossero fermati un istante ad ascoltarsi, se si fossero interrotti un attimo per guardarmi, se avessero rivolto lo sguardo al mio ventre ormai asciutto e ai miei occhi da cui traspariva angoscia, avrebbero taciuto e in quel silenzio io avrei potuto raccontare dei miei sogni distrutti e del mio senso di abbandono, della rabbia che covavo dentro come acqua cristallizzata. Questo mi avrebbe concesso di piangere in compagnia di qualcuno, ma la gente detesta i frignoni, i problemi se non per conoscerne i fatti, farsi una propria idea e magari aggiungere qualche particolare che renda la storia più interessante, più romanzata.
Per difendermi da tutto questo, per rendere la quotidianità meno pressante indossai la mia armatura fingendo così di aver superato il dolore, simulando che il tutto non mi sfiorasse…
Ester invece è completamente incapace di concepire anche se sa che la sua bambina è lì da qualche parte e la sta aspettando. Così il giorno che scopre che è Fabio, suo marito, ad essere sterile decide di prendere in mano le redini della situazione e di sistemare la faccenda a modo suo. E anche se è una frase abbastanza usata questo è l'inizio della fine...
Comunque la storia non ruota esclusivamente attorno a loro due perché ci sono altre donne: giovani o vecchie, antiquate ed emancipate, ognuna con la propria vita e con il proprio bagaglio di esperienze, con fardelli più o meno pesanti sulle spalle.
Alcune di queste vivono nello stesso palazzo di Ester e Rebecca e, come tutti, vivono avvolte nel loro insensibile egoismo.
Un esempio è la sorella di Ester, Cosima, che viene sempre maltrattata ( è un eufemismo ) e picchiata dal marito e anziché ribellarsi incassa e sta zitta perché nel profondo sente di meritarsi questa punizione.
Lei era convinta di star espiando i suoi peccati, e soprattutto difendeva sempre l’uomo che l’aveva resa una freccia spezzata prima di essere scoccata. Si sentiva colpevole, incapace e responsabile dell’atteggiamento del suo molestatore.
Ha un rapporto tutt'altro che buono con la figlia adolescente Antonella che ha un'opinione tutt'altro che positiva della madre. La ragazza poi a sedici anni ( quindi alla mia età praticamente ) ha già una vita sessuale attiva e spesso prende la pillola del giorno dopo per " risolvere il problema ".
Poi ci sono anche le loro amiche - Miriam, Raffaella, Marianna, Pamela, Ramona, Stella -, chi più chi meno con i loro problemi , insoddisfatte e piene di sogni, che devono puntualmente adeguare per far tacere le malelingue del paese.
«È sempre la stessa storia. Se non si è fidanzati si vuole un fidanzato, poi si desidera il matrimonio, poi un figlio, magari anche il secondo, il cane e la villa, fino a quando ci rendiamo conto che neanche questo ci soddisfa che spesso facciamo delle scelte sbagliate per mettere a tacere voci di paese e le vecchie zie di famiglia!»
E per finire zia Nina, un'anziana signora non vedente con il suo grande errore a testimonianza del fatto che fare di tutto per realizzare un sogno senza curarsi degli effetti collaterali è sempre rischioso e il più delle volte, inutile o insoddisfacente.
Quindi mi viene spontaneo dire che questo è un libro sull'essere madre, sul voler avverare un proprio sogno a tutti i costi ma anche di scelte: giuste, sbagliate, impulsive, ponderate, sofferte, obbligate, che si rimpiangono, egoistiche e quelle che si compiono per accontentare tutti tranne che se stessi. Sono tutte scelte che non bisogna condannare perché chi le compie potrebbe già autocriticarsi facendo di ciò una condanna.
Quando Dio mi creò, quando Lui inalò il respiro nei miei polmoni e decise per me se dovevo essere intelligente o sciocca, scaltra o incompetente, povera o ricca, sola o in compagnia, decise anche di darmi una piccola scatolina da scartare appena atterrata sulla terra per carpirne il segreto dell’esistenza.
Io ho aperto quella scatola e in essa, avvolta in un manto di piume ho trovato l’essenza, lo spirito del libero arbitrio, pronto a far danni ma capace di darmi la possibilità di scegliere chi essere.
Penso che sia inutile snocciolare altri dati sulla trama e pensare piuttosto a dire cosa mi ha trasmesso.
In alcuni momenti gioia e felicità, in altri una malinconia davvero straziante, in altri rabbia al punto che avrei volentieri dato una badilata in testa a queste donne di mezz'età che si comportavano come bambine con i loro sogni di gloria che a loro insaputa stavano sfumando e loro manco s'accorgevano, in altri semplicemente sono rimasta lì impalata per varie motivazioni. Così O_O.
In definitiva penso che sia un libro che merita di essere letto da tutti per capire che forse prima di criticare bisogna riflettere e pensare che con una frase possiamo ferire o distruggere un'intera esistenza. Ma fa anche capire che forse bisognerebbe far tacere le malelingue o semplicemente smettere di sentirle e di preoccuparsi. O almeno è quello che mi ha trasmesso.








lunedì 8 agosto 2011

[Recensione: Crank] “ Come posso giustificare di aver messo piede di proposito su un sentiero così evidentemente insidioso? Che il divertimento stesse proprio nella caduta? ”

Trama: Kristina Georgia Snow è la figlia perfetta: studentessa modello, tranquilla, mai nessun problema. Ma quando parte in viaggio per visitare il padre, Kristina scompare e Bree prende il suo posto. Ma Bree è l’esatto contrario di Kristina: è impavida, strafottente, piena di vita. Poi Bree incontra Adam. È il suo ragazzo dei sogni, tutto muscoli scolpiti e sorrisi smaglianti. Lei s’innamora di lui, com’è ovvio, senza realizzare che quell’amore ne farà a pezzi la vitalità, la giovinezza, l’entusiasmo. Perché sarà lui a presentarle per la prima volta il mostro, crank. E perché quella che inizialmente sembrava una montagna russa di emozioni e di svaghi ben presto si trasformerà nell’inferno della dipendenza e di una totale perdita di controllo. Bree tenterà di trovare una via di scampo, tra mille difficoltà, e la sua sarà una battaglia per recuperare la sua anima e la sua mente: in altri termini, la sua vita. Attraverso le ipnotiche, affascinanti alchimie del verso libero, Ellen Hopkins narra la storia di una dipendenza e una ribellione adolescenziali e delle fragili strategie di una rinascita.




Il mio voto: 




La mia recensione: 




Inizio con una piccola critica che mi ha infastidito non poco: questo libro è stato censurato in America per via dei suoi contenuti. Vorrei ridere, vorrei piangere e vorrei vomitare al tempo stesso. E' una cosa ridicola che nel mondo e in rete circolano cose assurde e che quando una persona che ha vissuto in quanto madre di una ragazza che ha toccato con mano “ il Mostro ”, la droga per farci capire, scrive un libro e riesce a pubblicarlo questo venga censurato. La storia in sé è di pura fantasia però questo è un libro che parla di droga, anche se non è un manuale che spiega a livello scientifico cosa accade al corpo di una persona che fa uso di queste sostanze ma è il diario, chiamiamolo così, di una ragazza che conosce il Mostro e da quel momento non riesce più a troncare il rapporto che ha con esso.
Io già leggendo la trama mi ero aspettata una cosa leggermente diversa ma gente, è un po' difficile dire “ Questo libro ha deluso le mie aspettative. ”
Una particolarità del libro è la scrittura sottoforma di poesia: versi liberi che spesso nella pagina assumono forme particolare ( cuori, croci... ) che ci fanno conoscere Kristina Snow e Bree. Sono la stessa persona solo che Bree non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, fa quello che vuole e per lei le regole non esistono. In parole povere è la Kristina libera, selvaggia, quella che ama il rischio e che tra le due prende spesso il controllo. Kristina invece è la ragazza perfetta, con ottimi voti, con amici con la testa sulle spalle come lei. Una ragazza normale, insomma.
Ha i genitori divorziati fin da piccola ed è solita passare un po' di tempo con il padre durante l'estate, ad Albuquerque.
Kristina ha sempre messo sul piedistallo il padre, facendolo apparire un bel Principe residente in un bel castello fiabesco. La delusione è grande e palese quando si ritrova davanti un uomo di mezz'età dipendente dalla droga che vive in una topaia insieme ad alcuni scarafaggi giganti.
Ma qui incontra Adam, lascia che Bree prenda il sopravvento e comincia una vita dissoluta, dove è il Crank, il Mostro a farla da padrone. E imperversa in tutta tranquillità anche quando ritorna a casa perché anziché smettere ne diventa ancora più dipendente, attraversando tutti i passaggi:
- Sniffare;
- Fumare;
- Iniettare.

Sono sola
e tutto cambia.
C’è chi la definirebbe realtà distorta,
ma è proprio quello il mio posto:
senza mamma,
Marie, sempre più distante
in una tardiva ricerca di celebrità
senza patrigno
Scott, arcigno e di mano pesante,
con aspettative irrealizzabili
senza sorella maggiore,
Leigh, intrappolata in una bufera
di sessualità incerta
senza fratello minore,
Jake, bambino viziato, invasore
svergognato della mia nicchia.
Sola,
ed esiste dolo la persona che ho dentro.
E ha iniziato a piacermi sempre più
di questo mio guscio preuntuoso. Certo,
non è proprio silenziosa,
sbraita oscenità solo perchè
le scivolano bene sulla lingua
non è proprio una secchiona,
ma ha un-mu-cchio di altre
doti invidiabili
non è proprio pulita,
scoreggia di gusto, si scaccola
e sputa come un maschio
non è proprio sana di mente
certe volte, a dire il vero,
lascia perplessa persino me.
Sola,
e non esiste la figlia perfetta,
niente studentessa modello,
niente Kristina Georgia Snow.
C’è soltanto Bree.
Ovviamente mente a tutto e tutti, incolpando Bree la sua parte meno avvezza alle regole e con cui deve convivere durante la storia.
La fine del libro lascia un po' insoddisfatti ma ho scoperto per caso che questo è il primo libro di una saga che spero vivamente di trovare anche qui perché è un libro che merita di essere letto, dagli adolescenti come me e anche dai grandi. E' pur sempre esperienza anche per voi. M'immagino già i vostri sbuffi e i vostri pensieri/commenti su quanto sia inutile leggere un libro come questo ma posso assicurare che non è la solita rottura scritta da qualcuno che probabilmente sa di droga perché ne ha studiato gli effetti e simili. Questa è una storia di vita anche se inventata di sana pianta da una persona. Non è vendita promozionale, è un invito a leggere e capire senza prendere libri che usano paroloni sconosciuti ed incomprensibili. Pensateci mentre mi mandate a quel paese d'accordo?
Io nel frattempo vi lascio con qualche assaggio:
Come posso spiegarvi la pura scarica raggelante
dell’attesa di fare qualcosa di radicalmente sbagliato?
Nessuna paura. Nessuna colpa.
Come posso giustificare di aver messo piede di proposito su un
sentiero così evidentemente insidioso? Che il divertimento
stesse proprio nella caduta?

[Recensione: L'uomo Senza Tempo] “ Our souls are not ready for life.. ”

Trama: Dieci anni fa, il desiderio di essere normale l’ha portato a perdere ciò che più amava. Ora, nell’anniversario del suo ultimo ricordo, un uomo dalle conoscenze quasi infinite cammina verso un destino che non gli appartiene, alla ricerca del perdono e della risposta all’unica domanda che non ha mai dimenticato: se non puoi essere ucciso, è giusto che qualcun altro muoia al posto tuo?






Il mio voto: 




La mia recensione:




Non so proprio cosa dire...
No be', una piccola spiegazione per il titolo della recensione ce l'ho.. E' nel testo di una canzone e non so spiegarvelo, appena l'ho vista ho pensato a questo libro...
L'ho finito ieri questo libro e ho avuto un giorno di tempo per pensare alle parole da usare eppure... niente. Ma badate bene: non mi ha fatto schifo, anzi mi ha lasciata così proprio perché mi è piaciuto tantissimo, l'ho divorato in un giorno ( o forse meno? ).
Perché vedete, una storia come questa “ lascia il segno ” per così dire. Ti arriva in casa e rimane lì a farti una silenziosa compagnia insieme ai tuoi altri libri e quando decidi di leggerlo non ti aspetti una cosa del genere, no. Ti aspetti qualcosa di interessante e bello, certamente ma non t'immagini
QUESTO.
Arrivi alle ultime pagine e dopo tutto quello che hai letto e che il protagonista ha passato gli auguri la fine migliore, quella che desidera. Sei lì con lui ha sperare in quel cambiamento tanto atteso e improvvisamente ti ritrovi un “ avvertimento ” che ti dà due opzioni:
- Continuare e vedere la fine che l'autore ha scelto;
- Chiudere il libro e immaginarti una fine pulita, “ vergine ” oserei dire se mi permettete il termine, non ancora vissuta, non ancora toccata, non ancora violata.
Io ho scelto la prima carica di desideri che poi sono sfumati; ma per una volta non mi sento incazzata, non mi sento tradita... Mi sento bene, per così dire perché sono contenta della piega che ha preso la storia dell'uomo senza tempo.
E' stato come vedere per la prima volta un film che poi dichiarerò essere uno dei miei preferiti, che è riuscito a conquistarmi nonostante la fine diversa da come me l'ero immaginata. E non ho avuto bisogno di mettermi lì, con gli occhi chiusi a sentire il suono delle onde che s'infrangono sulla costa per concentrarmi e trovare una fine alternativa, nossignore. Qualche minuto ancora di relax assoluto, il tempo di finire la canzone e sistemarmi per tornare a casa felice della mia lettura, raggiante per essermi arricchita, estasiata per il viaggio appena compiuto e forse un po' triste perché era già ora di scendere dal destriero immaginario su cui ero salita e che forse, se il Destino lo vorrà, incontrerò in una futura avventura.



martedì 26 luglio 2011

[Recensione: La Panzanella] “ Ti amo, pensai. Amo la tua spina dorsale, è un miracolo. E' il residuo di una corazza, è un'ammonite. Ti amo perché discendi dalla scimmia. ”

Trama: Carlotta Cordelli - detta "la Gnoccolona", classe 1984, discendenza fieramente partenopea e borghese, ambizioni dichiaratamente filosofico-letterarie, un magma di pensieri onirico e torrenziale - sente di non essere adatta alla vita, ma non per questo rinuncia a vivere. Si sente brutta e sgraziata, ed è alla ricerca di "bellezza e amore" fino alle estreme conseguenze e fino al paradossale desiderio di essere molestata da un uomo. In un flusso di ricordi tumultuoso, Carlotta porta alla luce episodi che hanno segnato la sua esistenza: le suore cattive alle elementari, il sabato pomeriggio in discoteca, la sigaretta fumata di nascosto con l'amica nella villa di Porto Ercole, la vacanza ad Amsterdam e lo sballo con i funghi allucinogeni, la perdita della verginità in un'auto scomodissima con un ragazzo più grande, l'avventurosa gita scolastica ad Atene...




Il mio voto: 




La mia recensione:




[L'allert dello spoiler è puramente formale visto che è una storia a puntate. Onde evitare lo metto. Leggete a vostro rischio e pericolo.]

Il libro m'è piaciuto anche se quando l'avevo visto su aNobii mi ero immaginata una cosa completamente diversa così come quando avevo un'altra recensione su aNobii m'era aspettata qualcosa " di peggio ".
Da qui nasce il mio desiderio di farvi una premessa. E' più una vita a puntate, quasi fosse un telefilm; di conseguenza non aspettatevi una trama che significhi appieno questa definizione.
La protagonista, Carlotta, secondo me vive nel mondo reale talvolta fatto su misura per lei e quasi sempre penso di essere riuscita a capire quello che intendeva. Essere strani o semplicemente " diversi " aiuta nella lettura di questo libro, non lo credete possibile?
Ad esempio per qualcuno è pura follia vedere Carlotta che pensa di buttar giù dalla terrazza l'amica della mamma perché sta per scoprire che figlia e amica hanno fumato. Io lo trovo solo esagerato, ma non folle e penso che sia anche per questo che mia madre per una giornata intera ogni volta che apriva la porta - finestra del balcone si guardava nervosamente attorno, come in quei film dove il povero sempliciotto vede rapirsi la figlia e deve pagare un riscatto. Ovviamente ha una paura fottuta di rimetterci la pelle e di conseguenza si guarda con nervosismo tutt'attorno.
Forse non reputo la Panzanella pazza perché forse un po' lo sono anch'io. Pazza, intendo.
A volte annoiata altre volte incuriosita, ho divorato queste 200 pagine in un breve lasso di tempo e non mi sono mai fatta troppi problemi della volgarità usata dalla protagonista perché in tutta schiettezza sono anch'io così. I miei mi danno della scaricatrice di porto, alcuni amici mi danno della scaricatrice di porto e io campo senza problemi. Non sono ancora morta dopo aver detto le parolacce e non penso che andrò all'Inferno per questo. Ma qui sto solo divagando.
A volta comunque i pensieri di Carlotta sono, come ho visto in una recensione su aNobii, 
“ al limite tra il delirio onirico e la malattia mentale. ”
Ma anche qui non ci vedo niente di particolare, anzi tutto ciò non fa che esaltare questo meraviglioso personaggio!!!
A volte però ci sono sprazzi di normalità. Ad esempio quando la protagonista si sente brutta e grassa. Pensa che basta essere uno stuzzicadenti per essere figa e avere una folla di giovani aitanti pronti a darle tutto ciò di cui ha bisogno. Vi dico in tutta tranquillità che se fosse davvero così sarei già uno smilzo di quindicenne. E su questo io e la Panzanella non siamo andate d'accordo perché lei ha continuato a credere in questa idiozia mentre io l'ho capito abbastanza velocemente. Poi be' arriva la magrezza anche se continua a rimanere sola e triste. Non ha guadagnato proprio nulla.
Insomma questa scrittrice giovanissima secondo me merita, anche se per qualcuno scrive in modo incomprensibile, alieno quasi. Spero di poter leggere nuove storie, anche più " grandi " e poterle apprezzare come ho apprezzato questa.
Grazie Carlotta Cordelli detta " la Panzanella " per avermi fatta sorridere, sognare e avermi dato qualche spunto per poter ampliare le mie riflessioni e grazie anche a Giulia Villoresi per avermi fatto conoscere questo mondo chiamato Panzanella.

[Recensione: La Morte d'Argento] “ Tutto è silenzio e tutto tace nell'attesa lunga, infinita, tuttavia troppo breve. ”

Trama: Amare un vampiro è possibile? Erika, una giovane studentessa di economia all'università di Modena si troverà a doversi porre l'inquietante quesito. Sarà Christian, affascinante giovane conosciuto sull'autobus una mattina, a porla di fronte al dilemma. Erika scoprirà così il mondo dei non morti, le loro regole, le loro caratteristiche, i loro prodigiosi poteri e i pochi limiti a loro imposti. Presa dai propri contrastanti sentimenti la giovane si troverà coinvolta, suo malgrado, nell'adempimento di un'antica profezia che potrebbe segnare per sempre il destino dei vampiri di tutto il pianeta. Perché proprio lei sarà così indispensabile perché la profezia abbia compimento? E chi sono veramente i tre fratelli che dicono di volerla aiutare e proteggere? sarà davvero Vincent a rappresentare la parte malvagia dei non morti o Jean-Claude avrà un ruolo determinante in questa storia? Quesiti che troveranno risposta soltanto nel dipanarsi della storia, ricca di colpi di scena, di pathos, di sentimenti ed emozioni vere, sino all'ultima pagina, all'ultima riga.


Il mio voto: 


La mia recensione: 




CITAZIONE COMPLETA: “ Lente le foglie mosse dalla brezza notturna, come nelle carezze alle dolci figure dei frutti e alle spigolose dita degli alberi. Gocce di luna che bagnano il verde e il marrone, li trasformano in un nebuloso azzurro pallido.
Piano, l'acqua procede nel suo cammino, ignara e disinteressata per la nascita di una nuova stella, il cui riflesso come fuoco brucia e come vento spazza via ogni ostacolo dal suo cammino. Tutto è silenzio e tutto tace nell'attesa lunga, infinita, tuttavia troppo breve. ”
Un libro molto bello che desideravo già da un po'. Detto questo la domanda sorge più o meno spontanea: perché solo tre stelle ( e mezza )?
Perché la storia non è riuscita a catturarmi completamente. Forse mi sono un po' “ stufata ” di questi vampiri e voglio prendermi una pausa anche se questi vampiri sono tutt'altro che dolci e modello Swarovski.
Ormai mi sono stufata e penso che ne avrò per un po'. Ovviamente ci andranno di mezzo autori meritevoli ma ne leggerò pochissimi di libri come questi. Se non son vampiri sono angeli e alla fine ci si stufa di vederli in queste patetiche condizioni.
Fine della precisazione. Ringrazio ancora l'autrice per non aver partorito un libro con vampiri da quattro soldi altrimenti mi incavolavo di brutto.
Dunque….
I personaggi mi sono sembrati ben caratterizzati riuscendo a modellarsi divinamente con la storia e con il resto della compagnia, anziché messi lì ad cazzum come in una partita a scacchi, dove metti qui piuttosto che lì il pedone o il cavallo. Questo libro insomma non manca certo di coerenza!
Anche la trama è molto bella che mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca in una certa situazione ma che con l'evolversi degli eventi mi ha prontamente fatto cambiare idea, gustandomi un bel finale.
Tutto è descritto in modo divino, senza appesantire la lettura. Il voto un po' basso credo sia per una mancanza mia visto che in questo periodo son un po' così e averci messo un po' lo dimostra. Mi spiace perché è un libro che vale anche se è di un'autrice esordiente.
Una cosa che non mi è piaciuta molto, ma credo sia " colpa " della casa editrice, è stato trovare la minuscola dopo il punto esclamativo od interrogativo. Da quanto ne so si usa la maiuscola come per un punto fermo. ^__^'
La mole del libro è abbastanza notevole ma si sa, se un libro ti piace può avere anche 2000 pagine e tu le divori in tre giorni no-stop.
La storia del primo vampiro è stata bellissima, soprattutto per una che ama i draghi come la sottoscritta!!
La protagonista, Erika: dovrei odiarla solo per il fatto che è troppo razionale, non lascia spazio alla fantasia e agli eventi soprannaturali. Prima di innamorarsi del Bel Vampiro, ovvio. Questa non è una critica, badate bene è solo una piccola nota a margine.
Christian non mi ha lasciato molto a dire il vero. La storia della sua vita mortale mi ha colpita e a quel punto ha iniziato ad essermi un poco simpatico, ma nulla di più.
Violet è stata una dei miei personaggi preferiti. All'inizio scontrosa, in seguito più morbida e affettuosa con Erika. Peccato che il Destino ha scelto una strada piena di sofferenza e dolore.
Einar non so… il vampiro malizioso dal carattere indecifrabile. Delle volte gli avrei volentieri fracassato in testa un tavolo di legno con tanto di albero annesso ma in alcune occasioni sarei corsa lì ad abbracciarlo e dargli conforto ( pochissime occasioni. )
Vincent è semplicemente da prendere a pugni. Le uniche note positive su questo personaggio sono due di numero.
- Sembra un bel giovine :P
- Ha duemila anni di non - morte e diciamocelo, per una che ama molto la storia farsi amico uno così non sarebbe male! ;D
Peccato che è uno stronzo. -.-
Jean-Claude è il mio preferito. Dedica tutta a sua vita immortale per fare del bene testando le sue scoperte su se stesso, pagandone ovviamente degli scotti ma nonostante tutto accetta e continua a fare del bene.
Potrebbe odiare o disprezzare Vincent ma invece dice solo che è immaturo, rimanendo composto e rilassato come se stesse parlando del tempo. Pazzesco! O_O
In definitiva questo libro mi è piaciuto ma, come già detto sopra, tutti questi vampiri non riesco più a digerirli perché se i vampiri dei libri in circolazione fossero tutti come questi cambierei al volo la mia opinione. Ma si sa, ormai son tutti finti. Peccato però...


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