E' strano scrivere un post alle sette del mattino. Oramai è da un'ora che sono in piedi a scrivere qualcosa. Lo sto facendo per necessità mia personale ma anche perché devo pur ammazzare il tempo in qualche modo visto che la mia fedele compagna M. sta ancora dormendo? :)
Tra una mezz'ora o più la sveglio. Almeno lei che riesce a dormire...
....nonostante tutto oggi mi sento rinata.
Follie, pensieri, racconti, crisi d'identità e tutto quello che può partorire una mente in subbuglio come questa.
sabato 23 giugno 2012
venerdì 22 giugno 2012
Is it any wonder
Sono davvero di buon umore in questi giorni! Oggi sono anche un po' emozionata perché, per la prima volta in tutta la mia vita, ho invitato un'amica a casa e... * rullo di tamburi * resta anche a dormire!! Questo è un evento epico, mai successo a casa mia. Mi sento davvero bene oggi e l'idea che ci sia questa ragazza mi fortifica. Ammetto che se ci fosse stato il trio ( Io, A. e M. ) sarebbe stato davvero stupendo ma, si sa, non si può avere tutto dalla vita! :)
[Recensione: Fairy Love] I don't wanna wait in vain for your love.
Trama: Cam Browne può fare tutto." Lo scrive una rivista sportiva locale e lo pensano tutti: è intelligente, tremendamente sexy, ed è la stella della squadra di football della scuola. Ma quando Morgan, la sua ragazza fin dai tempi dell'asilo, lo vede letteralmente spiccare il volo per eseguire un touchdown, comincia a pensare che stia accadendo qualcosa di strano. E strano è dir poco: mentre il corpo di Cam inizia a subire inspiegabili cambiamenti e il suo comportamento diventa sempre più sfuggente, in città arriva Pip, un ragazzo misterioso e stravagante che racconta a Morgan una storia assurda: Cam è una creatura fatata, presto sarà condotto nell'Oltremondo per diventarne il sovrano e dovrà sposare Dawn, una fata molto potente più simile a una top model che a Campanellino. Morgan è disposta a tutto pur di non farsi portare via il suo Cam da un esercito di creature alate. Ma si possono ingannare le
fate?
Il mio voto: ★★
La mia recensione:
L'ho iniziato ieri sera e l'ho finito cinque minuti fa, è vero ma non è come pensate. L'ho finito subito perché fondamentalmente non c'è , come direbbe il mio prof di ed. fisica, un emerito cippo di banana da leggere. Solo struggenti pensieri sul fatto che la fatina abbandonerà la sensitiva la sera del loro sedicesimo compleanno per andare nell'Oltremondo e diventare re. Al contempo vediamo la sensitiva che sogna Pip - ma cazzarola un nome migliore?? Sarò in piena crisi ormonale ma quando leggevo Pip le prime volte pensavo a “ pippa ”. Pip è comunque il personaggio migliore di tutto il libro e forse si salva solo perché ha proprio quell'aria da cucciolo. Gli altri mi sembrano tutti una massa di lobotomizzati. -.-
E' inutile anche dirvi come finisce perché dopo struggimenti e balle varie finisce come tutti si aspettano che finisca: bene.
fate?
Il mio voto: ★★
La mia recensione:
« I don't wanna wait in vain for your love » dice Bob Marley in una canzone.
Se fossi stata un personaggio del libro l'avrei urlato mentre mettevo i manifesti sulle belle finestre delle belle casette da film americano. Spiegatemi com'è possibile che una sensitiva - sì, questa sa vedere il futuro - non riesca a capire che se vede, in una delle sue visioni, il figo n° 2 passeggiare per strada calpestando delle foglie in pieno autunno, significa che il suo ammore etterno - che è una fata... sigh!!! - è partito con quella fata puttane...stronza che è saltata fuori dal nulla per riportalo “ a casina. ”
Se fossi stata un personaggio del libro l'avrei urlato mentre mettevo i manifesti sulle belle finestre delle belle casette da film americano. Spiegatemi com'è possibile che una sensitiva - sì, questa sa vedere il futuro - non riesca a capire che se vede, in una delle sue visioni, il figo n° 2 passeggiare per strada calpestando delle foglie in pieno autunno, significa che il suo ammore etterno - che è una fata... sigh!!! - è partito con quella fata puttane...stronza che è saltata fuori dal nulla per riportalo “ a casina. ”
L'ho iniziato ieri sera e l'ho finito cinque minuti fa, è vero ma non è come pensate. L'ho finito subito perché fondamentalmente non c'è , come direbbe il mio prof di ed. fisica, un emerito cippo di banana da leggere. Solo struggenti pensieri sul fatto che la fatina abbandonerà la sensitiva la sera del loro sedicesimo compleanno per andare nell'Oltremondo e diventare re. Al contempo vediamo la sensitiva che sogna Pip - ma cazzarola un nome migliore?? Sarò in piena crisi ormonale ma quando leggevo Pip le prime volte pensavo a “ pippa ”. Pip è comunque il personaggio migliore di tutto il libro e forse si salva solo perché ha proprio quell'aria da cucciolo. Gli altri mi sembrano tutti una massa di lobotomizzati. -.-E' inutile anche dirvi come finisce perché dopo struggimenti e balle varie finisce come tutti si aspettano che finisca: bene.
Questo libro però è stato utile per uno spunto di riflessione: ma come cazzo fai a far pagare 17 euro alla gente per 'sta roba?? Per l'amor del cielo ognuno li spende come cazzo vuole ma secondo me è una fregatura, a prescindere che uno ami il genere o meno. A me per fortuna - posso dirlo, vero? - è stato prestato dicendo che mi sarebbe piaciuto e che ci sarei pure rimasta male per gli eventi ma non penso che la mia amica intendesse proprio quello che ho provato io. Io mi sono solo incazzata e disperata per l'idiozia dei personaggi. L'unica nota positiva è stata leggere questo libro ascoltando Madama Butterfly interpretata da Maria Callas. Lì si che era tutto fottutamente struggente.
Il libro secondo me vale una stellina e mezza ma ne ho messe due proprio per la storia dell'aria drammatica che ha portato la voce della Callas.
Ecco qui il link per sentire questo portento.
mercoledì 20 giugno 2012
Io non sono qui a pettinar le bambole.
Oggi sono più nervosa del solito e ascoltare i Bullet For My Valentine non può certo giovare. Ma ho imparato a dire chissene di quello che può giovare perché, a conti fatti, non mi sto drogando, giusto? Quindi che nessuno mi rompa le palle.
Io sono stufa di dover correre dietro alla gente per fissare l'ora per incontrarci, per chiedere una cortesia e quant'altro. Se avessi tutte conoscenze super impegnate potrei anche capire che talvolta dovrei fare il post - it vivente ma non credo di essere in questa situazione. Il rispetto è fondamentale. Infrangerlo per me è come infrangere la legge: commetti reato nei miei confronti. Prendetemi pure per pazza ma il detto di casa Apri il culo, stringi i denti direi che lo posso usare solo nelle battute, smettendo di usarlo nella realtà.
Io sono stufa di dover correre dietro alla gente per fissare l'ora per incontrarci, per chiedere una cortesia e quant'altro. Se avessi tutte conoscenze super impegnate potrei anche capire che talvolta dovrei fare il post - it vivente ma non credo di essere in questa situazione. Il rispetto è fondamentale. Infrangerlo per me è come infrangere la legge: commetti reato nei miei confronti. Prendetemi pure per pazza ma il detto di casa Apri il culo, stringi i denti direi che lo posso usare solo nelle battute, smettendo di usarlo nella realtà.
martedì 19 giugno 2012
In this summer.....mandiamo affanchiulo un po' di gente!
Ciao.
Da un po' non mi faccio viva ma l'ultima settimana è stata piena di impegni vari e, perdonate la franchezza, non avevo voglia di scrivere cagate su questo mio rifugio.
Vorrei leggere, finire la visione di Captain America e chissà cos'altro ma adesso voglio concentrarmi su questo post. Forse non ve ne fregherà un bene amato ma io talvolta mi chiedo se chi mi conosce davvero ogni tanto viene a vedere quale delirio farneticante ho pubblicato. So di persone che abitano molto lontano da Varese che vengono qui una volata tra un impegno e l'altro e questo può farmi solo piacere perché vuol dire che a qualcuno vuole sapere cosa penso e scrivo qui oltre che su aNobii in un gruppo. Tornando però al discorso principe vorrei dire che questo post è uno di quei post che non vorresti mai scrivere perché nel profondo ti fa male.
Ecco, a me fa male sapere che persone a me vicine e a cui tengo facciano buon viso a cattivo gioco. Non m'interessa tanto il fatto che mi parlino dietro, quanto il fatto che io, dentro di me, sapevo perfettamente che presto o tardi sarebbe successo. Ovviamente non posso incolpare delle teste di cazzo che non sanno tenere la bocca chiusa per più di un minuto senza dire idiozie perché si sa che c'è gente insoddisfatta della propria esistenza che deve forzatamente rompere le uova nel paniere altrui per poter vivere meglio ancora cinque minuti.
Non mi pento di aver cambiato programma all'ultimo minuto per andare da una delle amiche di cui parlo spesso ultimamente, che qui per motivi abbastanza ovvi chiamerò semplicemente A. Lei è stata disponibile a rinunciare ad una serata di baldoria con qualche sua amicizia per stare con me, la solitaria ragazza che passa tutte le sere a casa sul divano a guardare serie tv e che va a dormire alle 22:00 in punto. Questo sì che è amore. Badate bene però che non parlo di quello che si vede sempre nei film ma di quell'amore che c'è tra amici.
Ecco, vi stavo appunto dicendo che lei ha rinunciato ai suoi impegni per stare con me, mentre un'altra persona s'è incazzata - si capiva benissimo dal tono degli sms - perché avevo disdetto all'ultimo una passeggiata che potevamo tranquillamente fare in un altro momento. Io non sono la cattiva in questo caso perché è già capitato altre volte che questa persona non avesse minimamente pensato al fatto che ci vedevamo poco e nonostante ciò non s'era fatta problemi ad uscire con gli amici. Non è un processo, badate bene, solo una semplice constatazione dei fatti. Non venitemi a dire che sbaglio perché allora ci si dovrebbe fare tutti un bel esamino di coscienza e vedere che ne salta fuori.
Da un po' non mi faccio viva ma l'ultima settimana è stata piena di impegni vari e, perdonate la franchezza, non avevo voglia di scrivere cagate su questo mio rifugio.
Vorrei leggere, finire la visione di Captain America e chissà cos'altro ma adesso voglio concentrarmi su questo post. Forse non ve ne fregherà un bene amato ma io talvolta mi chiedo se chi mi conosce davvero ogni tanto viene a vedere quale delirio farneticante ho pubblicato. So di persone che abitano molto lontano da Varese che vengono qui una volata tra un impegno e l'altro e questo può farmi solo piacere perché vuol dire che a qualcuno vuole sapere cosa penso e scrivo qui oltre che su aNobii in un gruppo. Tornando però al discorso principe vorrei dire che questo post è uno di quei post che non vorresti mai scrivere perché nel profondo ti fa male.
Ecco, a me fa male sapere che persone a me vicine e a cui tengo facciano buon viso a cattivo gioco. Non m'interessa tanto il fatto che mi parlino dietro, quanto il fatto che io, dentro di me, sapevo perfettamente che presto o tardi sarebbe successo. Ovviamente non posso incolpare delle teste di cazzo che non sanno tenere la bocca chiusa per più di un minuto senza dire idiozie perché si sa che c'è gente insoddisfatta della propria esistenza che deve forzatamente rompere le uova nel paniere altrui per poter vivere meglio ancora cinque minuti.
Non mi pento di aver cambiato programma all'ultimo minuto per andare da una delle amiche di cui parlo spesso ultimamente, che qui per motivi abbastanza ovvi chiamerò semplicemente A. Lei è stata disponibile a rinunciare ad una serata di baldoria con qualche sua amicizia per stare con me, la solitaria ragazza che passa tutte le sere a casa sul divano a guardare serie tv e che va a dormire alle 22:00 in punto. Questo sì che è amore. Badate bene però che non parlo di quello che si vede sempre nei film ma di quell'amore che c'è tra amici.
Ecco, vi stavo appunto dicendo che lei ha rinunciato ai suoi impegni per stare con me, mentre un'altra persona s'è incazzata - si capiva benissimo dal tono degli sms - perché avevo disdetto all'ultimo una passeggiata che potevamo tranquillamente fare in un altro momento. Io non sono la cattiva in questo caso perché è già capitato altre volte che questa persona non avesse minimamente pensato al fatto che ci vedevamo poco e nonostante ciò non s'era fatta problemi ad uscire con gli amici. Non è un processo, badate bene, solo una semplice constatazione dei fatti. Non venitemi a dire che sbaglio perché allora ci si dovrebbe fare tutti un bel esamino di coscienza e vedere che ne salta fuori.
martedì 12 giugno 2012
[Riflessioni] Ma quand'è che c'è un conflitto di interessi?
Buona sera a tutt*.
Qualche ora fa, durante la delicata operazione del lavaggio piatti, riflettevo sul conflitto di interessi che può avere un lettore quando si appresta a leggere - e di conseguenza commentare - lo scritto di un autore che è anche un intimo amico o anche un conoscente. Ecco, quando si entra nel famoso conflitto d'interesse e, cosa più importante, ci si arriva per davvero?
Me lo chiedo perché conosco molti autori di cui ho letto, o di cui possiede, le opere e mi chiedo se e quanto io possa cadere nel conflitto qualora io m'apprestassi a scrivere una mia personale opinione sul libro.
Io, in alcuni casi, ho conosciuto prima la persona e poi l'autore o ho conosciuto la persona mentre compiva il viaggio per diventare autore.
Ho letto alcuni libri di questi autori - che per me sono anche delle persone con cui conversare - e ho cercato di essere il più sincera possibile, così da esprimere il mio parere senza influenzare un giudizio. Ovviamente questo tutti quelli che leggono le mie recensioni non lo sanno anche se possono intuire quando un libro mi prende il cuore ( perché l'ho scritto esplicitamente nella recensione oppure perché traspare visibilmente dalle mie parole ), quindi come si può pensare che se uno talvolta elogia l'opera di una persona amica non sempre è una dimostrazione di lecchinaggio estremo?
A questo punto mi chiedo il significato di tutto ciò.
Qualche ora fa, durante la delicata operazione del lavaggio piatti, riflettevo sul conflitto di interessi che può avere un lettore quando si appresta a leggere - e di conseguenza commentare - lo scritto di un autore che è anche un intimo amico o anche un conoscente. Ecco, quando si entra nel famoso conflitto d'interesse e, cosa più importante, ci si arriva per davvero?
Me lo chiedo perché conosco molti autori di cui ho letto, o di cui possiede, le opere e mi chiedo se e quanto io possa cadere nel conflitto qualora io m'apprestassi a scrivere una mia personale opinione sul libro.
Io, in alcuni casi, ho conosciuto prima la persona e poi l'autore o ho conosciuto la persona mentre compiva il viaggio per diventare autore.
Ho letto alcuni libri di questi autori - che per me sono anche delle persone con cui conversare - e ho cercato di essere il più sincera possibile, così da esprimere il mio parere senza influenzare un giudizio. Ovviamente questo tutti quelli che leggono le mie recensioni non lo sanno anche se possono intuire quando un libro mi prende il cuore ( perché l'ho scritto esplicitamente nella recensione oppure perché traspare visibilmente dalle mie parole ), quindi come si può pensare che se uno talvolta elogia l'opera di una persona amica non sempre è una dimostrazione di lecchinaggio estremo?
A questo punto mi chiedo il significato di tutto ciò.
[Recensione filmosa: Philadelphia] Fu in quel dolore che a me venne l'amore, una voce piena d'armonia dice: vivi ancora, io sono la vita... le lacrime tue io le raccolgo. Sto sul tuo cammino e ti sorreggo. Sorridi e spera io sono l'amore...
Trama: Andrew Beckett, giovane avvocato, è stato licenziato dallo studio legale presso cui lavora. I suoi colleghi sostengono che non era competente; Andrew afferma di essere stato licenziato perché malato di AIDS. Deciso a difendere la propria reputazione, Andrew assume Joe Miller, un avvocato, perché lo rappresenti nella causa per licenziamento illecito. I due sono divisi da differenze sociali e culturali e Joe è riluttante ad accettare il caso. E non è l'unico: nove legali hanno rifiutato di rappresentare Andrew che è impegnato a difendere la sua reputazione e la sua vita. Joe deve affrontare un genere di lotta diverso, confrontandosi con le proprie paure e i propri pregiudizi sull'omosessualità.
Il mio voto: ★★★★★
Il mio commento:
Philadelphia è un film che credo sia capace di scatenare forti emozioni in un qualsiasi spettatore. La cosa che però fa più male è che, a conti fatti, il film è la trasposizione cinematografica di un evento realmente accaduto. Qui smettiamo di pensare che Tom Hanks e Denzel Washington sono davvero degli attori con la A maiuscola, quel genere di attore che sa davvero trasmettere delle emozioni che di tanto in tanto riesce pure a farti sentire parte integrante della storia. Chi legge libri potrà certamente comprendermi. Stavo dicendo? Ah sì, non si tratta più di mera finzione ma di realtà che fors'anche non fosse proprio in quei termini, è comunque una piccola macchia d'inchiostro sulla nostra storia , a testimonianza di chi non sempre agisce secondo coscienza ma secondo interesse personale, alla ognuno tira l'acqua al suo mulino, per capirci.
Questo film è stato per me la storia di una lotta che cerca giustizia spingendosi sempre più in là, oltre la boa, rischiando così d'incappare in qualcosa di pericoloso solo per la soddisfazione di poter vincere ed essere orgogliosi di aver vinto una nuova battaglia contro l'ingiustizia della società e del mondo che ci circonda. Inoltre, riflettendoci un po' sopra, ho anche capito perché ho pianto e perché proprio in quella circostanza. Ora vi dirò anche dove ho pianto e il perché.
La prima volta è stata dopo il rifiuto di Joe Miller ( Denzel Washington ) di difendere il collega, Beckett ( interpretato da Tom Hanks. ) In quella circostanza le lacrime sono state di rabbia. Rabbia perché ricordo bene la scena in cui Miller guardava , rasentando l'ossessione, tutto ciò che facevano le mani dell'altro; anche se stava semplicemente appoggiando il cappellino sul tavolo, lui era lì a guardare in modo molto inopportuno l'altro, il quale incarnava perfettamente la nuova immagine dell'appestato da Medioevo. Eccolo qui, uno dei grandi difetti dell'uomo: quando qualcosa è diverso da noi - o non è come vorremmo che fosse -, automaticamente quella cosa o persona diventa motivo di scherno, paura, isolamento e via dicendo. Non siamo mai pronti ad accettare qualcosa che non comprendiamo finché davanti a noi tutto improvvisamente si chiarisce e prende una forma a noi conosciuta, amica oserei dire. Un'amica effimera ed illusoria.
La seconda invece è stato quando Beckett cerca di spiegare a Miller la sua aria preferita*, estrapolando dei versi italiani e traducendoli al compagno, dando a questi un significato più ampio, accompagnando tutto questo con un ballo emozionato ed emozionante che lascia Miller sorpreso al punto che, una volta terminato questo momento di intimo dolore condiviso, torna a casa per abbracciare sua figlia e stendersi a letto affianco alla moglie, riconoscendo così la sua fortuna.
Ecco, qui sono certa di aver pianto perché le parole, la musica, il contesto mi hanno toccato le corde dell'anima. ho pianto perché ho riconosciuto un grande dolore che mi ha ricordato il mio.
La terza ed ultima parte è stata alla fine, quando la sera della vittoria, dopo che tutti gli amici di Beckett sono usciti dalla stanza d'ospedale per portargli i loro saluti e festeggiare la vittoria in tribunale, l'avvocato chiede al suo compagno, che se non erro era pure medico, di porre fine alle sue sofferenze con l'eutanasia. Qui invece ho pianto perché l'ho trovata una morte ingiusta. Lui per trovare la pace ha dovuto abbandonare tutti coloro che gli volevano bene, rinunciando così a molte cose belle solo per aver “ commesso l'errore ” di amare e avere rapporti con esponenti dello stesso sesso.
* Un'aria nell'opera lirica è un brano, generalmente cantato da un solista, dove un personaggio esprime sentimenti e descrive delle situazioni. Talvolta viene utilizzata per commentare un fatto.
Ora non venitemi a dire che queste cose sono pressoché all'ordine del giorno perché sarà anche vero ma ciò non giustifica un'ingiustizia che va oltre la nostra comprensione e che, in quanto tale, non può essere analizzata appieno come potremmo fare in altri ambiti.
Il mio voto: ★★★★★
Il mio commento:
Philadelphia è un film che credo sia capace di scatenare forti emozioni in un qualsiasi spettatore. La cosa che però fa più male è che, a conti fatti, il film è la trasposizione cinematografica di un evento realmente accaduto. Qui smettiamo di pensare che Tom Hanks e Denzel Washington sono davvero degli attori con la A maiuscola, quel genere di attore che sa davvero trasmettere delle emozioni che di tanto in tanto riesce pure a farti sentire parte integrante della storia. Chi legge libri potrà certamente comprendermi. Stavo dicendo? Ah sì, non si tratta più di mera finzione ma di realtà che fors'anche non fosse proprio in quei termini, è comunque una piccola macchia d'inchiostro sulla nostra storia , a testimonianza di chi non sempre agisce secondo coscienza ma secondo interesse personale, alla ognuno tira l'acqua al suo mulino, per capirci.
Questo film è stato per me la storia di una lotta che cerca giustizia spingendosi sempre più in là, oltre la boa, rischiando così d'incappare in qualcosa di pericoloso solo per la soddisfazione di poter vincere ed essere orgogliosi di aver vinto una nuova battaglia contro l'ingiustizia della società e del mondo che ci circonda. Inoltre, riflettendoci un po' sopra, ho anche capito perché ho pianto e perché proprio in quella circostanza. Ora vi dirò anche dove ho pianto e il perché.
La prima volta è stata dopo il rifiuto di Joe Miller ( Denzel Washington ) di difendere il collega, Beckett ( interpretato da Tom Hanks. ) In quella circostanza le lacrime sono state di rabbia. Rabbia perché ricordo bene la scena in cui Miller guardava , rasentando l'ossessione, tutto ciò che facevano le mani dell'altro; anche se stava semplicemente appoggiando il cappellino sul tavolo, lui era lì a guardare in modo molto inopportuno l'altro, il quale incarnava perfettamente la nuova immagine dell'appestato da Medioevo. Eccolo qui, uno dei grandi difetti dell'uomo: quando qualcosa è diverso da noi - o non è come vorremmo che fosse -, automaticamente quella cosa o persona diventa motivo di scherno, paura, isolamento e via dicendo. Non siamo mai pronti ad accettare qualcosa che non comprendiamo finché davanti a noi tutto improvvisamente si chiarisce e prende una forma a noi conosciuta, amica oserei dire. Un'amica effimera ed illusoria.
Ecco, qui sono certa di aver pianto perché le parole, la musica, il contesto mi hanno toccato le corde dell'anima. ho pianto perché ho riconosciuto un grande dolore che mi ha ricordato il mio.
La terza ed ultima parte è stata alla fine, quando la sera della vittoria, dopo che tutti gli amici di Beckett sono usciti dalla stanza d'ospedale per portargli i loro saluti e festeggiare la vittoria in tribunale, l'avvocato chiede al suo compagno, che se non erro era pure medico, di porre fine alle sue sofferenze con l'eutanasia. Qui invece ho pianto perché l'ho trovata una morte ingiusta. Lui per trovare la pace ha dovuto abbandonare tutti coloro che gli volevano bene, rinunciando così a molte cose belle solo per aver “ commesso l'errore ” di amare e avere rapporti con esponenti dello stesso sesso.
* Un'aria nell'opera lirica è un brano, generalmente cantato da un solista, dove un personaggio esprime sentimenti e descrive delle situazioni. Talvolta viene utilizzata per commentare un fatto.
Ora non venitemi a dire che queste cose sono pressoché all'ordine del giorno perché sarà anche vero ma ciò non giustifica un'ingiustizia che va oltre la nostra comprensione e che, in quanto tale, non può essere analizzata appieno come potremmo fare in altri ambiti.
lunedì 11 giugno 2012
[Recensione: Sfigabella e il vampirozzo] Una risata vi seppellirà! O vi trasformerà in vampirozzi.
Trama: Sfigabella è una normale adolescente alle prese con ormoni, goffaggini e seccature scolastiche. Stanca di fare il moccolo, si trasferisce dal padre, in un paesino di poche anime. Ad attenderla un destino ingrato, sancito dall'incontro con il giovane, forse non troppo, e poco perfetto, Vampirozzo Kallen. Tra tentazioni e istinti irrefrenabili questa parodia farà sorridere anche il più accanito dei Twifans. Un'opera dissacrante scritta da una Twilighters che ha letto mille e mille altre volte ancora la saga dei vampiri più famosa del XXI secolo.
Il mio voto: ★★★ 1/2
La mia recensione:
Piccola premessa: io non sono una fan della famosa saga di Twilight e, nonostante io abbia letto tre libri e mezzo della sopracitata saga, ho sinceramente apprezzato questo libro che mostra, per così dire, il lato comico degli originali. I personaggi sono tutti, escludendo forse i genitori di Sfigabella, dei tipi, nel senso che spesso mi sono chiesta se l'autrice li avesse trovati nelle patatine. XD
In questo libro non ho trovato un personaggio preferito, in quanto sono tutti unici nel loro genere.
C'è comunque da dire che è una lettura davvero piacevole e leggera, ideale proprio per staccare la spina dopo il termine della scuola a mo' di palestra d'allenamento per ricominciare in modo adatto una delle mie attività preferite: la lettura.
E' un libro che mi sento di consigliare sia a chi ha amato e continua ad amare la saga della Meyer, sia a chi, come la sottoscritta, può vivere anche astenendosi dal leggere i suoi libri.
Non lasciatevi comunque ingannare dal mio giudizio - 3 stelline e mezza - perché questo mio braccino corto è dovuto al fatto che sì è carino ma non l'ho trovato così appassionante. Forse questo mio comportamento è dovuto al fatto che con la saga di Twilight mi ero pure rotta un po' le balle.
Il mio voto: ★★★ 1/2
La mia recensione:
Piccola premessa: io non sono una fan della famosa saga di Twilight e, nonostante io abbia letto tre libri e mezzo della sopracitata saga, ho sinceramente apprezzato questo libro che mostra, per così dire, il lato comico degli originali. I personaggi sono tutti, escludendo forse i genitori di Sfigabella, dei tipi, nel senso che spesso mi sono chiesta se l'autrice li avesse trovati nelle patatine. XD
C'è comunque da dire che è una lettura davvero piacevole e leggera, ideale proprio per staccare la spina dopo il termine della scuola a mo' di palestra d'allenamento per ricominciare in modo adatto una delle mie attività preferite: la lettura.
E' un libro che mi sento di consigliare sia a chi ha amato e continua ad amare la saga della Meyer, sia a chi, come la sottoscritta, può vivere anche astenendosi dal leggere i suoi libri.
Non lasciatevi comunque ingannare dal mio giudizio - 3 stelline e mezza - perché questo mio braccino corto è dovuto al fatto che sì è carino ma non l'ho trovato così appassionante. Forse questo mio comportamento è dovuto al fatto che con la saga di Twilight mi ero pure rotta un po' le balle.
giovedì 7 giugno 2012
[Recensione: Prigioniera del tempo] « Ovunque sarai, anche in un tempo a me sconosciuto e lontano, io ti troverò. »
Trama: Elisa è una studentessa liceale con tutti i normali problemi delle ragazze della sua età: la famiglia, i ragazzi, la scuola. Ma un giorno si ritrova catapultata in un'altra epoca, la Roma dei Borgia e deve imparare a sopravvivere in un mondo completamente diverso dal suo. Mentre cerca disperatamente una soluzione per tornare nella sua epoca, due giovani si contendono il suo amore: l'affascinante e crudele Cesare Borgia e l'onesto e leale Cristiano. Il primo è disposto ad uccidere pur di possederla, il secondo darebbe la vita per lei. Chi riuscirà a conquistare il suo cuore?
Il mio voto: ★★★★
La mia recensione:
E' da un po' che non faccio più recensioni quindi abbiate pazienza.
Questo libro presenta dei difetti, è vero ma mi ha tenuto compagnia oggi quando non stavo bene e l'altra sera in dieci minuti liberi. E' un time-travel, credo si chiami così. In parole povere racconta di un viaggio nel tempo dal 2009 alla corte dei Borgia. Una premessa: amo la storia e mi sono interessata, da qualche anno, anche alla famiglia Borgia. Vorrei saperne ancora un po' sul loro conto però sapevo benissimo che questo libro non mi avrebbe certamente fornito le risposte che desideravo. La storia d'amore con Cesare Borgia mi ha presa di più - forse perché lui mi ha sempre affascinata più degli altri o semplicemente perché lui non è il buono -, mentre la relazione con Cristiano è stata sì bella ma non intensa. Non mi sono sentita coinvolta perché è normale che il bello e bravo eroe si pigli la donna mentre l'altro rimane lì come un coglione a bocca asciutta.
La storia, nel complesso, è stata gradevole e anche le ricostruzioni storiche le ho trovate accurate, cosa che è stata d'enorme aiuto per poter rendere il clima più familiare e accogliente. E' stato questo amore per i dettagli a rendere ancora più bella questa avventura che non mi sembra sia già finita, seppur temporaneamente, semplicemente perché le pagine sono finite. Mi sono ripromessa di recuperare al più presto il seguito così da ritrovarmi ancora in questa storia.
Ora però gli aspetti negativi.
1. Elisa, la protagonista, può anche avere una mentalità più aperta e quindi soffrire meno del salto temporale ma è inconcepibile per me vedere un Cristiano o un Cesare Borgia così tranquilli e naturali davanti ad un iPod che propone una canzone della Pausini o, peggio ancora, la rivelazione shock del viaggio nel tempo!
2. L'ortografia secondo me poteva essere più curata.
Il mio voto: ★★★★
La mia recensione:
E' da un po' che non faccio più recensioni quindi abbiate pazienza.
Questo libro presenta dei difetti, è vero ma mi ha tenuto compagnia oggi quando non stavo bene e l'altra sera in dieci minuti liberi. E' un time-travel, credo si chiami così. In parole povere racconta di un viaggio nel tempo dal 2009 alla corte dei Borgia. Una premessa: amo la storia e mi sono interessata, da qualche anno, anche alla famiglia Borgia. Vorrei saperne ancora un po' sul loro conto però sapevo benissimo che questo libro non mi avrebbe certamente fornito le risposte che desideravo. La storia d'amore con Cesare Borgia mi ha presa di più - forse perché lui mi ha sempre affascinata più degli altri o semplicemente perché lui non è il buono -, mentre la relazione con Cristiano è stata sì bella ma non intensa. Non mi sono sentita coinvolta perché è normale che il bello e bravo eroe si pigli la donna mentre l'altro rimane lì come un coglione a bocca asciutta.
La storia, nel complesso, è stata gradevole e anche le ricostruzioni storiche le ho trovate accurate, cosa che è stata d'enorme aiuto per poter rendere il clima più familiare e accogliente. E' stato questo amore per i dettagli a rendere ancora più bella questa avventura che non mi sembra sia già finita, seppur temporaneamente, semplicemente perché le pagine sono finite. Mi sono ripromessa di recuperare al più presto il seguito così da ritrovarmi ancora in questa storia.
Ora però gli aspetti negativi.
1. Elisa, la protagonista, può anche avere una mentalità più aperta e quindi soffrire meno del salto temporale ma è inconcepibile per me vedere un Cristiano o un Cesare Borgia così tranquilli e naturali davanti ad un iPod che propone una canzone della Pausini o, peggio ancora, la rivelazione shock del viaggio nel tempo!
2. L'ortografia secondo me poteva essere più curata.
martedì 5 giugno 2012
Cemetery Gates
Io penso proprio che morirò giovane, verso i 35 per capirci. Ho augurato anche troppe brutte cose alle persone, mi sono fatta del male da sola e ho sempre scaricato i miei problemi su me stessa. Manca solo una bottiglia di Jack sul tavolo e posso anche dire che manderò a puttane il fegato. Così, per " accanimento terapeutico ".
Sono convinta che alla fine della mia vita, indipendentemente dal fatto che sarà a 35 o a 92 anni, non rimpiangerò la mia adolescenza. Dire che non rimpiangerò la mia intera esistenza è anche troppo per una che non ha ancora visto i 17 anni, non trovate?
Be' dicevo...che dicevo? Chissene.
Ho cazzeggiato un po' dopo essere arrivata alla storia dei 17 e credo mi abbia aiutata a levarmi un po' di malumore. Ho ascoltato Odna degli Arkona per tutto il tempo e devo dire che trovo quella canzone rilassante nel suo genere.
Concludo il post lasciando la canzone.
Sono convinta che alla fine della mia vita, indipendentemente dal fatto che sarà a 35 o a 92 anni, non rimpiangerò la mia adolescenza. Dire che non rimpiangerò la mia intera esistenza è anche troppo per una che non ha ancora visto i 17 anni, non trovate?
Be' dicevo...che dicevo? Chissene.
Ho cazzeggiato un po' dopo essere arrivata alla storia dei 17 e credo mi abbia aiutata a levarmi un po' di malumore. Ho ascoltato Odna degli Arkona per tutto il tempo e devo dire che trovo quella canzone rilassante nel suo genere.
Concludo il post lasciando la canzone.
sabato 2 giugno 2012
Oggi non ho fantasia
Poco fa stavo riflettendo su una citazione di Elbert Hubbard che posto qui di seguito.
Non dare mai spiegazioni: i tuoi amici non ne hanno bisogno e i tuoi nemici non ci crederanno comunque.
Possibile che sia davvero così? In effetti quando provi a spiegare un tuo disagio a qualcuno o pensa che stai mentendo oppure tacitamente ti dice che non servono parole per capire cosa intendi.
Molte volte evito di spiegare perché ho gli occhi un po' lucidi o perché sono triste, altrimenti dovrei dire cose " intime " a persone che, nonostante mi vogliano un gran bene, non capirebbero un tubo.
Il problema forse maggiore di alcune persone è che tendono a non farsi mai i cazzi loro e alla fine tu puoi fare tre cose:
1. Ignorarle.
2. Mandare a farsi fottere.
3. Dire tutto.
Diciamo che io sono sempre partita con la seconda e poi con la prima, eliminando la terza dalla mia agenda.
Lo so, è sbagliato comportarsi così ma io ho sempre pensato che se la gente è scema è giusto lasciarla nel loro brodo.
Non dare mai spiegazioni: i tuoi amici non ne hanno bisogno e i tuoi nemici non ci crederanno comunque.
Possibile che sia davvero così? In effetti quando provi a spiegare un tuo disagio a qualcuno o pensa che stai mentendo oppure tacitamente ti dice che non servono parole per capire cosa intendi.
Molte volte evito di spiegare perché ho gli occhi un po' lucidi o perché sono triste, altrimenti dovrei dire cose " intime " a persone che, nonostante mi vogliano un gran bene, non capirebbero un tubo.
Il problema forse maggiore di alcune persone è che tendono a non farsi mai i cazzi loro e alla fine tu puoi fare tre cose:
1. Ignorarle.
2. Mandare a farsi fottere.
3. Dire tutto.
Diciamo che io sono sempre partita con la seconda e poi con la prima, eliminando la terza dalla mia agenda.
Lo so, è sbagliato comportarsi così ma io ho sempre pensato che se la gente è scema è giusto lasciarla nel loro brodo.
venerdì 1 giugno 2012
The world is a Vampire.
The world is a vampire. Così iniziava una canzone degli Smashing Pumpkins.
Il mondo è un vampiro e chi ci vive sta per diventarlo. Sento e vedo persone che per sopravvivere devono far star male gli altri, quelli che sono deboli e indifesi o che semplicemente hanno ricevuto un colpo troppo forte per rialzarsi con cotanta facilità. Davanti a questi spettacoli vorrei piangere perché sicuramente nella mia breve vita me li avranno appiccicati alla schiena quando non ero presente, salvo poi fare i brillanti davanti a me. Una volta quest'anno è stato detto pure in mia presenza che io non facevo la tal materia perché il tal giorno non c'ero mai. Indipendentemente dal fatto che a questa persona fregasse anche solo un poco di me, non ha provato a chiedersi perché io mi sono fatta le settimane a casa? Nessuno si è chiesto perché anche quest'anno rischiavo di giocarmi l'anno per tutte le assenze che ho fatto? Nessuno ha provato a immaginarsi lo schifo che mi facevo mente guardavo la sfilza di n.c. sul primo pagellino? E' stato umiliante anche solo guardarlo in privato, in quanto mi ricordava quanto fossi incapace di prendere anche un cazzo di cinque in una qualsivoglia materia.
Vorrei che queste persone mi dessero una spiegazione plausibile per il loro comportamento e ciò non significa rispondere con una minchiata del tipo << Sto attraversando un momento difficile. >> perché quel momento difficile te lo puoi anche ficcare su, dove tutti sappiamo, a modi supposta. Non si è fighi se si uccide qualcuno interiormente , si è solo delle merde. E su questo non spenderei altre parole.
Il mondo è un vampiro e chi ci vive sta per diventarlo. Sento e vedo persone che per sopravvivere devono far star male gli altri, quelli che sono deboli e indifesi o che semplicemente hanno ricevuto un colpo troppo forte per rialzarsi con cotanta facilità. Davanti a questi spettacoli vorrei piangere perché sicuramente nella mia breve vita me li avranno appiccicati alla schiena quando non ero presente, salvo poi fare i brillanti davanti a me. Una volta quest'anno è stato detto pure in mia presenza che io non facevo la tal materia perché il tal giorno non c'ero mai. Indipendentemente dal fatto che a questa persona fregasse anche solo un poco di me, non ha provato a chiedersi perché io mi sono fatta le settimane a casa? Nessuno si è chiesto perché anche quest'anno rischiavo di giocarmi l'anno per tutte le assenze che ho fatto? Nessuno ha provato a immaginarsi lo schifo che mi facevo mente guardavo la sfilza di n.c. sul primo pagellino? E' stato umiliante anche solo guardarlo in privato, in quanto mi ricordava quanto fossi incapace di prendere anche un cazzo di cinque in una qualsivoglia materia.
Vorrei che queste persone mi dessero una spiegazione plausibile per il loro comportamento e ciò non significa rispondere con una minchiata del tipo << Sto attraversando un momento difficile. >> perché quel momento difficile te lo puoi anche ficcare su, dove tutti sappiamo, a modi supposta. Non si è fighi se si uccide qualcuno interiormente , si è solo delle merde. E su questo non spenderei altre parole.
giovedì 31 maggio 2012
Qualcuno mi ha dato le chiavi per aprire le mie porte.
In questi ultimi tempi la mia vita sembra subire un cambio radicale che mi rende solo più viva, più conscia e più pronta per affrontare le sfide della mia esistenza.
A distanza di due anni tormentati e bui vedo un nuovo giorno all'orizzonte, una promozione dopo due tentativi falliti per colpa mia e della mia incapacità di sopportare le difficoltà, accompagnati dall'amore per l'epica. Amo l'epica perché mostra ancora qualcosa di buono del mondo, qualcosa che fa riflettere ma al contempo emozionare. Prendiamo ad esempio l'Eneide. E' un'opera meravigliosa, non saprei come descriverla altrimenti. Eurialo e Niso, Didone sono solo alcuni personaggi che mi hanno emozionata, così come è emozionante la figura di Enea che fugge da una Troia ormai vittima delle fiamme con suo padre Anchise sulle spalle. Questa figura si dice che sia la massima espressione della pietas romana. E' vero.
Ultimamente però mi ritrovo a dover riaprire le porte dei miei anni passati per poter aiutare qualcuno che, come me , si è trovato in una situazione incapace di uscirne o di capire come fare. Quando penso a queste situazioni così simili, mi salgono le lacrime agli occhi perché credo che non augurerei una cosa simile nemmeno alla persona che disprezzo maggiormente al mondo perché se il mondo ti ignora puoi anche fregartene ma se è chi ti sta intorno a ignorarti è denigrante. E' come ritornare alla caccia alle streghe dove anche il primo povero cristo che diceva qualcosa che a qualcuno dava fastidio, veniva preso dall'Inquisizione e poi, se non era già bello che morto, veniva donato in sacrificio alle fiamme.
Non so cosa potrò fare ma so che io devo, nel mio piccolo, essere quella lucciola che io non ho avuto e che mi avrebbe aiutata enormemente ad uscire dalla selva oscura.
Dante descrive perfettamente con poche parole quello che provai anzitempo:
Spero che tutto questo si trasformi in una più felice conclusione simile a questa:
"M'illumino
d'immenso
con un breve
moto di sguardi "
A distanza di due anni tormentati e bui vedo un nuovo giorno all'orizzonte, una promozione dopo due tentativi falliti per colpa mia e della mia incapacità di sopportare le difficoltà, accompagnati dall'amore per l'epica. Amo l'epica perché mostra ancora qualcosa di buono del mondo, qualcosa che fa riflettere ma al contempo emozionare. Prendiamo ad esempio l'Eneide. E' un'opera meravigliosa, non saprei come descriverla altrimenti. Eurialo e Niso, Didone sono solo alcuni personaggi che mi hanno emozionata, così come è emozionante la figura di Enea che fugge da una Troia ormai vittima delle fiamme con suo padre Anchise sulle spalle. Questa figura si dice che sia la massima espressione della pietas romana. E' vero.
Ultimamente però mi ritrovo a dover riaprire le porte dei miei anni passati per poter aiutare qualcuno che, come me , si è trovato in una situazione incapace di uscirne o di capire come fare. Quando penso a queste situazioni così simili, mi salgono le lacrime agli occhi perché credo che non augurerei una cosa simile nemmeno alla persona che disprezzo maggiormente al mondo perché se il mondo ti ignora puoi anche fregartene ma se è chi ti sta intorno a ignorarti è denigrante. E' come ritornare alla caccia alle streghe dove anche il primo povero cristo che diceva qualcosa che a qualcuno dava fastidio, veniva preso dall'Inquisizione e poi, se non era già bello che morto, veniva donato in sacrificio alle fiamme.
Non so cosa potrò fare ma so che io devo, nel mio piccolo, essere quella lucciola che io non ho avuto e che mi avrebbe aiutata enormemente ad uscire dalla selva oscura.
Dante descrive perfettamente con poche parole quello che provai anzitempo:
| « Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita. » |
"M'illumino
d'immenso
con un breve
moto di sguardi "
mercoledì 30 maggio 2012
Le ali per volare.
Le ali per volare è il titolo di una canzone del rapper italiano Amir e che compare anche come colonna sonora del film Scialla.
Questa canzone ha per me un grande significato e infatti me ne accorgo anche in questi istanti in cui batto velocemente i tasti per scrivere qualcosa che dovrebbe assomigliare ad un post di un blog.
Ascoltando questa canzone deduco che sia una sorta di " dedica " fatta da un padre al proprio figlio e in effetti tutto quadra, anche l'immagine della vita che descrive così: La vita è una scuola, poi se salti le lezioni non ti aspettano, non esistono ripetizioni.
Ma quando io ascolto questa canzone penso che, come io non voglio farmi vedere piangere, a persone vicine a me non frega un cazzo di vedermi in un attimo di fragilità così da potermi anche solo abbracciare, perché se uno non è cieco si accorge quando una persona ha pianto da poco. Questo ovviamente lo dico pensando che a questo qualcuno freghi qualcosa di te. E se invece pensi una cosa diversa dalla realtà? E non sto parlando di un bambino che scopre che il famoso Babbo Natale non esiste e che i biscotti e il latte li hanno mangiati mamma e papà mentre dormiva , proprio durante la loro operazione regali sotto l'albero. Io parlo di cose normali per la maggior parte della gente. Io invece mi ritrovo a mentire davanti ad un'amara verità che ti fa piangere ascoltando una canzone la quale, se ci pensi bene, ti appartiene, è tua di diritto anche se devi mentire per non dover avere più problemi di quanti già non porti sulle spalle. Mi viene anche da piangere perché, parlando con una ragazza, mi accorgo che né più né meno nella stessa situazione in cui ero caduta io qualche anno fa, dove chi ti circonda sa solo gridarti dietro o sbuffare perché tu non stai male veramente, è solo un'idea balzana perché se stessi male per davvero dovresti avere le viscere che giacciono scomposte sul tappeto della tua camera.
Oggi ho finalmente capito perché già adesso dico di non volere figli, un giorno. La mia scusante è che sono egoista e che non voglio prendermi responsabilità per un essere che ancora non può prendersele da solo. In parte sarà così ma io credo che non desidero avere figli perché non voglio che loro vivano le stesse cose che ho vissuto e che vivo tutt'ora. Non potrei vivere con la costante paura di, un giorno, dire quello che hanno detto a me, ovvero Tu non stai male per davvero. E' solo una fissa psicologica che usi come scusa per non voler fare un cazzo nella tua vita. Che merda di vita potremmo avere io e mio / a figlio / a? Una madre sempre in paranoia finisce per fare proprio ciò che non vorrebbe e non voglio essere odiata da una persona che amo e che non si merita un simile trattamento.
Questa canzone ha per me un grande significato e infatti me ne accorgo anche in questi istanti in cui batto velocemente i tasti per scrivere qualcosa che dovrebbe assomigliare ad un post di un blog.
Ascoltando questa canzone deduco che sia una sorta di " dedica " fatta da un padre al proprio figlio e in effetti tutto quadra, anche l'immagine della vita che descrive così: La vita è una scuola, poi se salti le lezioni non ti aspettano, non esistono ripetizioni.
Ma quando io ascolto questa canzone penso che, come io non voglio farmi vedere piangere, a persone vicine a me non frega un cazzo di vedermi in un attimo di fragilità così da potermi anche solo abbracciare, perché se uno non è cieco si accorge quando una persona ha pianto da poco. Questo ovviamente lo dico pensando che a questo qualcuno freghi qualcosa di te. E se invece pensi una cosa diversa dalla realtà? E non sto parlando di un bambino che scopre che il famoso Babbo Natale non esiste e che i biscotti e il latte li hanno mangiati mamma e papà mentre dormiva , proprio durante la loro operazione regali sotto l'albero. Io parlo di cose normali per la maggior parte della gente. Io invece mi ritrovo a mentire davanti ad un'amara verità che ti fa piangere ascoltando una canzone la quale, se ci pensi bene, ti appartiene, è tua di diritto anche se devi mentire per non dover avere più problemi di quanti già non porti sulle spalle. Mi viene anche da piangere perché, parlando con una ragazza, mi accorgo che né più né meno nella stessa situazione in cui ero caduta io qualche anno fa, dove chi ti circonda sa solo gridarti dietro o sbuffare perché tu non stai male veramente, è solo un'idea balzana perché se stessi male per davvero dovresti avere le viscere che giacciono scomposte sul tappeto della tua camera.
Oggi ho finalmente capito perché già adesso dico di non volere figli, un giorno. La mia scusante è che sono egoista e che non voglio prendermi responsabilità per un essere che ancora non può prendersele da solo. In parte sarà così ma io credo che non desidero avere figli perché non voglio che loro vivano le stesse cose che ho vissuto e che vivo tutt'ora. Non potrei vivere con la costante paura di, un giorno, dire quello che hanno detto a me, ovvero Tu non stai male per davvero. E' solo una fissa psicologica che usi come scusa per non voler fare un cazzo nella tua vita. Che merda di vita potremmo avere io e mio / a figlio / a? Una madre sempre in paranoia finisce per fare proprio ciò che non vorrebbe e non voglio essere odiata da una persona che amo e che non si merita un simile trattamento.
sabato 19 maggio 2012
Ho scoperto che non ho mai vissuto appieno la vita.
Ciao a tutt*.
Sono stata via, come sempre, per un lungo periodo in cui ci sono stati grandi cambiamenti. Ad esempio mi sono messa sotto, scolasticamente parlando, ed i risultati iniziano a farsi notare, cosa che mi riempie di orgoglio.
La cosa più importante però è che dai primi giorni di marzo è arrivata in classe una ragazza che fin da subito ha voluto conoscermi, cosa assai strana per me che parto sempre con la diffidenza. Più i giorni passavano e più mi trovavo in sintonia con lei perché comunque ci capivamo e avevamo cose in comune, tra cui la voglia di passare del tempo insieme. Grazie a lei ho ricominciato " a vivere ", ad allargare le mie conoscenze senza paura, mostrandomi finalmente per quello che sono e non per quello che mostravo, cioè una solitaria che sta bene solo con i suoi libri.
Ieri sera poi c'è stata una svolta quando mi ha invitata a passare un paio d'ore in centro Varese per divertirsi un po'. E' stato ieri sera che ho scoperto di non aver mai vissuto veramente la mia vita da quando sono iniziati i miei problemi, all'incirca tre anni fa. E' grazie a questa ragazza, a quest'amica direi, che finalmente mi godo un po' questa giovinezza del cazzo, quella che ho buttato nel cesso tirando l'acqua perché dovevo indossare i panni dell'adolescente tenebrosa e pessimista. Lo sono ancora, certo, ma almeno adesso ho qualcosa nel mio bagaglio dei ricordi che mi rammenta che c'è spazio anche per le risate, oltre che per le lacrime. Forse, grazie a questo, inizierò a vedere entrambe le facce della stessa medaglia.
Sono stata via, come sempre, per un lungo periodo in cui ci sono stati grandi cambiamenti. Ad esempio mi sono messa sotto, scolasticamente parlando, ed i risultati iniziano a farsi notare, cosa che mi riempie di orgoglio.
La cosa più importante però è che dai primi giorni di marzo è arrivata in classe una ragazza che fin da subito ha voluto conoscermi, cosa assai strana per me che parto sempre con la diffidenza. Più i giorni passavano e più mi trovavo in sintonia con lei perché comunque ci capivamo e avevamo cose in comune, tra cui la voglia di passare del tempo insieme. Grazie a lei ho ricominciato " a vivere ", ad allargare le mie conoscenze senza paura, mostrandomi finalmente per quello che sono e non per quello che mostravo, cioè una solitaria che sta bene solo con i suoi libri.
Ieri sera poi c'è stata una svolta quando mi ha invitata a passare un paio d'ore in centro Varese per divertirsi un po'. E' stato ieri sera che ho scoperto di non aver mai vissuto veramente la mia vita da quando sono iniziati i miei problemi, all'incirca tre anni fa. E' grazie a questa ragazza, a quest'amica direi, che finalmente mi godo un po' questa giovinezza del cazzo, quella che ho buttato nel cesso tirando l'acqua perché dovevo indossare i panni dell'adolescente tenebrosa e pessimista. Lo sono ancora, certo, ma almeno adesso ho qualcosa nel mio bagaglio dei ricordi che mi rammenta che c'è spazio anche per le risate, oltre che per le lacrime. Forse, grazie a questo, inizierò a vedere entrambe le facce della stessa medaglia.
venerdì 23 dicembre 2011
The Scientist
Buona sera a tutt*.
Il mio pomeriggio è stato decisamente proficuo e riparatore. Sono ancora triste per la storia dei pochi soldi e dei regali ma alla fine mia madre ha deciso di regalarmi un libro, indipendentemente dal fatto che i soldi sono pochi. Provate una cosa simile, mettete in sottofondo The Scientist dei Coldplay e piangete copiosamente. Avete me adesso. Non sto piangendo copiosamente, mi sto trattenendo ma penso che forse fottersene di quello che direbbe un genitore vedendo la propria figlia in lacrime non è una scusa per non farlo. Sono sinceramente stufa di dover fingere e di dover rimandare le lacrime che poi non ritorneranno e quindi questo è quanto: se piango adesso bene, sennò che le lacrime vadano a ciapà i ratt. Se non sapete cosa vuol dire questa espressione dialettale, Yahoo! Answers è in grado di fugare anche questo dubbio.
Dicevo. Mia madre mi ha regalato un libro che mi torna utile anche per la scuola, come compito delle vacanze. Il libro in questione è Il Quaderno di Maya. Ci sono scappati anche due usati del Libraccio a due ero l'uno, una caterva di libri in biblio e due manga. Credo di essere una delle adolescenti più felici del mondo talmente idiota da non rendersene conto pienamente. Ed è fottutamente triste non rendersi conto di questa fortuna, di dire « Cavolo non ho che due regali per Natale » e ritrovarsi con un bel po' di regali nel giro di pochi giorni.
Ecco in cosa sbagliamo noi gente erudita, fortunata, superiore e facoltosa: se abbiamo la Ferrari siamo contenti come una Pasqua ma se abbiamo un bacio e un regalo ringraziamo sì, siamo sorridenti sì, ci fa piacere sì, ma siamo sicuri di essere realmente ed assolutamente felici?
Il mio pomeriggio è stato decisamente proficuo e riparatore. Sono ancora triste per la storia dei pochi soldi e dei regali ma alla fine mia madre ha deciso di regalarmi un libro, indipendentemente dal fatto che i soldi sono pochi. Provate una cosa simile, mettete in sottofondo The Scientist dei Coldplay e piangete copiosamente. Avete me adesso. Non sto piangendo copiosamente, mi sto trattenendo ma penso che forse fottersene di quello che direbbe un genitore vedendo la propria figlia in lacrime non è una scusa per non farlo. Sono sinceramente stufa di dover fingere e di dover rimandare le lacrime che poi non ritorneranno e quindi questo è quanto: se piango adesso bene, sennò che le lacrime vadano a ciapà i ratt. Se non sapete cosa vuol dire questa espressione dialettale, Yahoo! Answers è in grado di fugare anche questo dubbio.
Dicevo. Mia madre mi ha regalato un libro che mi torna utile anche per la scuola, come compito delle vacanze. Il libro in questione è Il Quaderno di Maya. Ci sono scappati anche due usati del Libraccio a due ero l'uno, una caterva di libri in biblio e due manga. Credo di essere una delle adolescenti più felici del mondo talmente idiota da non rendersene conto pienamente. Ed è fottutamente triste non rendersi conto di questa fortuna, di dire « Cavolo non ho che due regali per Natale » e ritrovarsi con un bel po' di regali nel giro di pochi giorni.
Ecco in cosa sbagliamo noi gente erudita, fortunata, superiore e facoltosa: se abbiamo la Ferrari siamo contenti come una Pasqua ma se abbiamo un bacio e un regalo ringraziamo sì, siamo sorridenti sì, ci fa piacere sì, ma siamo sicuri di essere realmente ed assolutamente felici?
martedì 20 dicembre 2011
[Recensione: Break. Ossa Rotte. ] « Remember me, remember me when you are down »
Trama: Jonah ha una famiglia a dir poco difficile. Ha due genitori quasi assenti, che non ricordano più perché stanno insieme e a malapena riescono a tenere le fila di un matrimonio che sta rovinando la loro vita e quella dei figli. E ha due fratelli: Will, di pochi mesi, che piange incessantemente, e Jesse, di 16 anni. Il rapporto tra Jonah e Jesse va ben al di là dell'amore fraterno. Sì, perché Jonah è l'angelo custode di Jesse, colui che ogni giorno lo salva da morte sicura per soffocamento. Jesse soffre infatti di gravi allergie alimentari, soprattutto al latte e, dato che Will è ancora un poppante, Jesse non è mai al sicuro, nemmeno in casa. I suoi attacchi sono violenti, terribili, devastanti, tanto da spedirlo in ospedale. Jonah non può permettersi di perderlo mai di vista: controlla tutto ciò che mangia, tocca, respira. Si assicura anche che quella sbadata di sua madre non allatti Will e poi tocchi il fratello. Ogni volta che il cellulare squilla, il cuore di Jonah parte al galoppo per la paura che Jesse sia in fin di vita. Jonah vuole essere più forte, ha bisogno di essere più forte, per sorreggere una famiglia sull'orlo del baratro, per sostenere un fratello che rischia di morire ogni giorno, per non cedere al raptus omicida nei confronti di un bebè che riduce a brandelli i nervi di tutti. Rompersi le ossa e guarire è l'unico modo che Jonah conosce per rinforzarsi. Perché chiunque sa che un osso fratturato ha il potere di
curarsi da solo e di ricrescere più forte, rinvigorito.
Il mio voto: ★★★★★
La mia recensione:
curarsi da solo e di ricrescere più forte, rinvigorito.
Il mio voto: ★★★★★
La mia recensione:
Questo è uno di quei libri che ho preso per curiosità, l'ho iniziato in modo decisamente spassionato ma che poi mi ha strappato il cuore dal petto e l'ha gettato sotto un camion su un autostrada. Ecco cosa mi ha fatto. Mi ha fatto male, mi ha fatta star male, mi ha fatto pure tentennare nel piangere e questo è semplicemente pazzesco perché son sempre stata dell'idea che o piangi o non piangi; non è che un giorno ti alzi e dici: “ Oggi faccio impazzire le lacrime tentennando sul farle sgorgare o meno. ”
L'autolesionismo è un argomento che, da quando l'ho scoperto circa un annetto fa, non mi ha mai “ abbandonata ”. E' una di quelle cose su cui ti vuoi informare il più possibile e allora sei lì a legger libri, ad impazzire su siti in ogni lingua per cercare articoli, libri o qualsiasi cosa che possa esserti utile. E fondamentalmente sono dell'idea che tutti siamo un po' autolesionisti. Semplicemente c'è quello che si spezza le ossa per rinforzare sé stesso e i propri cari, Jonah, o quello che si taglia per eliminare temporaneamente la causa del suo dolore. E poi veniamo noi: quelli che si fanno del male ma che non lo ammettono, il più delle volte è autolesionismo psicologico; altre volte credo si è talmente ciechi da non capire nemmeno che si cammina sul filo di un rasoio e la cosa inquietante è che se lo si fa in un rito religioso è tabù.
Ma questo è tutto un discorso a parte e si potrebbe discorrere per ore intere su cosa sia moralmente giusto o sbagliato. Questo libro forse è “ moralmente sbagliato ” vendendolo così a spanne. Per noi è inconcepibile vedere un ragazzo di diciassette anni che si rompe le ossa pensando di rafforzare una famiglia che dovrebbe chiamarsi caos cosmico abbandonato a sé stesso. Quella non l'ho mai considerata una famiglia ma una merda e gli unici che hanno sempre avuto la mia attenzione sono stati Jesse e Jonah; un bambino che piange da un secolo e dei genitori così schifosi non li voglio vedere nemmeno in un libro e non perché io sono schizzinosa o perché sono una che ha i genitori pieni di soldi e che quindi ha vissuto nell'agio fin dal primo respiro, no. Lo dico perché quelli dubito che sappiano cosa sia la vera difficoltà del vivere e forse nemmeno io lo so. Però lo vedo, ogni fottuto giorno in casa mia. Quelli per me sono solo amebe che prima di far crepare l'ultimo neurone che avevano nel cervello hanno scopato e dopo hanno sfornato un terzo figlio che ha solo peggiorato la situazione.
È ovvio che Jonah ha un disagio spropositato: il prendersi cura del fratello è col tempo maturato in un'ossessione e la situazione in cui si trova l'ha spinto a fare la cazzata delle ossa. Se questo non è amore non so cosa sia. Pazzia forse. Ma non saprei dirlo con certezza. Quello che posso dire con certezza è che Jonah è molto più altruista di me. O forse più pazzo di me. Molto probabilmente Jonah è molto più altruista e pazzo di me. Però credo che in comune abbiamo la tendenza a fare i finti distaccati, i finti “ duri ” quando un comune “ no ” ti brucia vivo.
Ma questo è tutto un discorso a parte e si potrebbe discorrere per ore intere su cosa sia moralmente giusto o sbagliato. Questo libro forse è “ moralmente sbagliato ” vendendolo così a spanne. Per noi è inconcepibile vedere un ragazzo di diciassette anni che si rompe le ossa pensando di rafforzare una famiglia che dovrebbe chiamarsi caos cosmico abbandonato a sé stesso. Quella non l'ho mai considerata una famiglia ma una merda e gli unici che hanno sempre avuto la mia attenzione sono stati Jesse e Jonah; un bambino che piange da un secolo e dei genitori così schifosi non li voglio vedere nemmeno in un libro e non perché io sono schizzinosa o perché sono una che ha i genitori pieni di soldi e che quindi ha vissuto nell'agio fin dal primo respiro, no. Lo dico perché quelli dubito che sappiano cosa sia la vera difficoltà del vivere e forse nemmeno io lo so. Però lo vedo, ogni fottuto giorno in casa mia. Quelli per me sono solo amebe che prima di far crepare l'ultimo neurone che avevano nel cervello hanno scopato e dopo hanno sfornato un terzo figlio che ha solo peggiorato la situazione.
È ovvio che Jonah ha un disagio spropositato: il prendersi cura del fratello è col tempo maturato in un'ossessione e la situazione in cui si trova l'ha spinto a fare la cazzata delle ossa. Se questo non è amore non so cosa sia. Pazzia forse. Ma non saprei dirlo con certezza. Quello che posso dire con certezza è che Jonah è molto più altruista di me. O forse più pazzo di me. Molto probabilmente Jonah è molto più altruista e pazzo di me. Però credo che in comune abbiamo la tendenza a fare i finti distaccati, i finti “ duri ” quando un comune “ no ” ti brucia vivo.
Ecco perché questo libro mi fa questo effetto: perché io e lui fondamentalmente siamo simili, in determinate situazioni quasi ci completiamo a vicenda e il quadro complessivo è davvero strano e confuso. Io non ho mai creduto che condividere il dolore fosse il modo giusto per risolvere i problemi della famiglia ma sono sempre stata dell'idea che ognuno si gratta il suo. E forse ho sbagliato. Ma anche no.
Narcissistic Cannibal
[ A volte odio
La vita che faccio
Ogni cosa ogni volta è sbagliata
Tiro avanti, non posso scappare
Ogni cosa che arriva nella mia strada
Mi dà la caccia portandomi in tempi sereni
Rimango in attesa, sono perso nella nebbia
Combatto fino alla fine della vita ]
Buon martedì. Perché iniziare un post con il ritornello di una canzone dei KoЯn? Semplice: le citazioni, ovunque io le inserisca, hanno sempre un significato preciso. In questo caso si tratta di me in questo periodo. Lo so che è quasi Natale e che dovrei esser felice come una che ha appena baciato il tipo che le piace ma è un po' difficile se una deve rinunciare ad un libro che vorrebbe ardentemente per Natale e chiedere ai genitori di comprarle due fumetti di Rat – Man perché i soldi faticano ad arrivare e sono pure pochi. Sicuramente è dura per tutti ma mi chiedo se qualcuno in questi ultimi tempi si è fermato a pensare ai proprio pargoli e a porsi la fatidica domanda: “ Vorrei regalare a mio / a figlio / a ciò che desidera ma purtroppo non posso perché non ci sono i soldi. ” Non è una critica che merita i manifesti appiccicati sul lampione dove ci piscia il cane alle nove di sera ma solo una considerazione di noi figli. Gli infanti manifestano la disapprovazione ed il dolore in modo semplice e intuitivo: piangono e urlano. Ma un teenager come può reagire? Manda affanculo il mondo e basta? Credete che non si possa sentire a sua volta una merda? Io mi sono sentita così: incapace di poter far qualcosa per sistemare, anche di un millimetro, questa situazione. Certo, se uno chiede di spendere 4 euro per un fumetto di Rat – Man contro i 19,90 del libro di Bowden hai già fatto qualcosa ma alla fin fine è nulla in confronto a quello che veramente bisognerebbe fare. C'è di buono che, a quanto ne so, riceverò un po' di regali da persone che amo e a cui tengo davvero molto.
Oggi la mia giornata scolastica si è interrotta con una lotta contro i lacrimoni. Ho ricevuto un regalo inaspettato. E a tal proposito vi faccio una confessione: io dico sempre di avere il cuore di ghiaccio e il più delle volte mi comporto come una “ Principessa di Ghiaccio ” ma alla fin fine il mio cuore sanguina ogni volta che c'è qualcosa che non funziona. Mi considero un essere umano altamente emotivo che potrà anche prendersela per una quisquilia ma soffre di brutto.
Oggi la mia giornata scolastica si è interrotta con una lotta contro i lacrimoni. Ho ricevuto un regalo inaspettato. E a tal proposito vi faccio una confessione: io dico sempre di avere il cuore di ghiaccio e il più delle volte mi comporto come una “ Principessa di Ghiaccio ” ma alla fin fine il mio cuore sanguina ogni volta che c'è qualcosa che non funziona. Mi considero un essere umano altamente emotivo che potrà anche prendersela per una quisquilia ma soffre di brutto.
Ritornando al discorso principe. Ho messo il ritornello della canzone perché credo fondamentalmente di essere una cannibale narcisistica. Mi spiego. Mangio molte emozioni, sorrisi, lacrime e dolore degli esseri umani ( da qui l'essere cannibale ) e dall'altra sono, strano ma vero, una persona, che malgrado le apparenze e la scarsa autostima ripresa a calci in culo, molto egoista e che si vuol bene in modo...narcisistico. Ultimamente pure cinica per certe cose. D'altronde io ho sposato la causa dell'affrontare la maggior parte delle avversità della vita in modo asettico e senza emozioni apparenti. È brutto detto così ma io il dolore ho imparato ad affrontarlo così, almeno non rischio di star di merda.
sabato 5 novembre 2011
A volte ritornano...
Temo di passare per un'apparizione, in quanto la mia frequenza su questo blog abbandonato da Dio e dal mondo fa schifo.
Inutile dirvi perché, come etc. sono sparita. Se non siete abituati fatevene una ragione perché non so proprio cosa dirvi. Facendo la stronza sto perdendo punti e lo so ma fondamentalmente non m'interessa, perché ho - come tutti - dei problemi e il fatto che solo il postare qui una dannata recensione che scrivo su aNobii mi dà fastidio quando sono già al pc può illuminarvi. Non cerco nulla e non sono qui con l'intento di elemosinare della dannata compassione.
Detto questo... continuo a scrivere e di questo ne vado molto fiera visto che uno dei pochi ( per non dire l'unico ) mezzi a cui posso attingere per sfogarmi. Scrivere mi è servito anche per affrontare una macchia del passato che per quasi dieci anni ho semplicemente spostato come se fossi seduta sul divano e spostassi il libro che sto leggendo per far sedere mia madre; la macchia è stata anche un dannatissimo maglione che dopo un mese di gestazione sulla sedia della camera ho deciso di appendere e gettare nell'armadio. E tutto questo non l'ho fatto perché sono una persona insensibile col cuore di ghiaccio e lava al posto del sangue. Semplicemente faceva troppo male e sapete bene che è nella natura umana rimandare eternamente un qualcosa che fa male, troppo. E' troppo per me adesso che ne ho sedici di anni ( da una settimana ho fatto il passo da 15 a 16. Un applauso per me... ), figuriamoci a sei come potevo sentirmi!
| I Cannelloni Suicidi ( ICS ) |
Va be' ora che ho finito di fare la bimba con le grandi sfighe e l'incapacità di sorridere, chiudo tutto e mi vado ad ascoltare qualcosa di necessario, tipo i Nirvana. In qualche modo devo pur ammazzare l'attesa del fatidico " bip! " del microonde che mi annuncia che i cannelloni sono pronti per il suicidio di massa.
Proroga del concorso LIBERO ARBITRIO SPIN OFF
Qui di seguito vi riporto un'interessante iniziativa proposta dall'autrice Caterina Armentano, autrice del libro “ Libero Arbitrio ”. Avevo già avuto modo di recensire questo libro e se siete interessati o volete semplicemente rileggerla, vi posto più che volentieri il link: http://niobelabianca.blogspot.com/2011/08/recensione-libero-arbitrio-spesso-mi.html
Qui di seguito trovate tutte le info.
Proroga del concorso LIBERO ARBITRIO SPIN OFF + possibilità di leggere gratuitamente LIBERO ARBITRIO.
Dopo aver ricevuto molte mail in cui i potenziali partecipanti al concorso "LIBERO ARBITRIO SPIN OFF" mi hanno fatto osservare che leggere il romanzo e scrivere un racconto nell'arco di due mesi non è possibile per tutti, insieme a MP Black e Lavinia Scolari, ho deciso di prorogare la data di scadenza al 31 gennaio 2012 e di inserire alcuni link dove poter leggere sia le prime 50 pagine del romanzo, sia per richiedere il pdf o acquistare il romanzo .
Sperando di aver fatto cosa gradita a molti vi lascio il link del bando e la lista dei libri messi in palio:
Prima edizione del concorso letterario LIBERO ARBITRIO SPIN – OFF
Dopo il grande successo del LIBERO ARBITRIO BLOG TOUR e la richiesta da parte di molti lettori di un seguito della storia sopra citata l’autrice, Caterina Armentano, ha deciso di indire un concorso letterario affinché siano gli stessi lettori a dare libero sfogo alla propria fantasia scrivendo di proprio pugno il seguito del romanzo ( in forma molto ridotta) oppure di scegliere un personaggio tra i tanti all’interno del romanzo e creare un’appendice, un dopo, una storia alternativa di qualsiasi genere letterario. Questo implica la lettura del romanzo. Si può scegliere un qualsiasi personaggio, principale, comprimario o marginale, persino i bambini a patto che il loro vissuto trapeli all’interno del racconto.
LIBERO ARBITRIO BLOG (http://caterinaarmentano.splinder.com/) in collaborazione con M.P. Black e Lavinia Scolari organizza il concorso letterario “LIBERO ARBITRIO SPIN – OFF”. In palio la pubblicazione dei tre racconti vincitori su LIBERO ARBITRIO BLOG e altri blogs amici e nove romanzi a scelta tra quelli gentilmente messi a disposizione dai più conosciuti autori emergenti italiani.
La giuria è composta dalle scrittici: M.P. Black ( Lisa Verdi e il ciondolo elfico, Lisa Verdi e l’antico codice, Lisa Verdi e il Sole D’Aresil editi 0111 Edizione. I guardiani delle anime. La maledizione della regina edito Edizioni Domino) Lavinia Scolari ( L’uomo dal campanello d’oro 0111 Edizione) Caterina Armentano ( Il sentiero delle parole Torchio editore, Sotto l’albero di mimosa Aletti Editore, Libero arbitrio 0111 Edizione).
Blog amici:
Albero delle gocciole di Giulia
Angel's Book di Violeta
Atelier dei libri Glinda
Bookland Viaggiando tra i libri
Cuore d’inchiostro di Sonia
Elfi draghi e streghe i miei libri e un po’ di gossip di M.P. Black
Frammenti di Sogni di Lavinia Scolari
Gloria’s literary cafè di Gloria
Lasciami leggere di Black
Il forum ufficiale di M.P.Black
Il sovrano lettore di Barbara Risoli
Sangue d’inchiostro di Leo
Libri messi in palio:
Amon saga. L’evocatore di Paola Boni edito Casini Editore.
Amon saga. La fine del sentiero. di Paola Boni edito Casini Editore.
Comiche in cassa di Alessandra Raiti e Patrizia Catenuto edito Kimerik Editore.
Demetrio dai capelli verdi di Marco Mazzanti Edizione Eiffel.
I figli di Atlantide di Mario De Martino edito Casini Editore.
I Guardiani delle anime. La maledizione della Regina di M.P. Black edito Edizioni Domino.
Il canto della notte di Camilla Morgan Davis edito Zero 91.
Il veleno del cuore di Barbara Risoli edito 0111 Edizione.
L’uomo dal campanello d’oro di Lavinia Scolari edito 0111 Edizione.
Bando: http://caterinaarmentano.splinder.com/post/25540786/concorso-letterario-libero-arbitrio-spin-off
Info:
Leggi le prime 50 pagine di "LIBERO ARBITRIO" :
http://issuu.com/0111edizioni/docs/ante-liberoarbitrio
Catena di lettura su anobii dove si potrà leggere gratuitamente il romanzo e richiedere il pdf: http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3152646#new_thread
Per acquistare il romanzo (oltre ibs, libreria universitaria, amazon.it ecc ecc...) : http://www.ilclubdeilettori.com/prodotto-143737/Libero-arbitrio-di-Caterina-Armentano.aspx
Qui di seguito trovate tutte le info.
Proroga del concorso LIBERO ARBITRIO SPIN OFF + possibilità di leggere gratuitamente LIBERO ARBITRIO.
Dopo aver ricevuto molte mail in cui i potenziali partecipanti al concorso "LIBERO ARBITRIO SPIN OFF" mi hanno fatto osservare che leggere il romanzo e scrivere un racconto nell'arco di due mesi non è possibile per tutti, insieme a MP Black e Lavinia Scolari, ho deciso di prorogare la data di scadenza al 31 gennaio 2012 e di inserire alcuni link dove poter leggere sia le prime 50 pagine del romanzo, sia per richiedere il pdf o acquistare il romanzo .
Sperando di aver fatto cosa gradita a molti vi lascio il link del bando e la lista dei libri messi in palio:
Prima edizione del concorso letterario LIBERO ARBITRIO SPIN – OFF
Dopo il grande successo del LIBERO ARBITRIO BLOG TOUR e la richiesta da parte di molti lettori di un seguito della storia sopra citata l’autrice, Caterina Armentano, ha deciso di indire un concorso letterario affinché siano gli stessi lettori a dare libero sfogo alla propria fantasia scrivendo di proprio pugno il seguito del romanzo ( in forma molto ridotta) oppure di scegliere un personaggio tra i tanti all’interno del romanzo e creare un’appendice, un dopo, una storia alternativa di qualsiasi genere letterario. Questo implica la lettura del romanzo. Si può scegliere un qualsiasi personaggio, principale, comprimario o marginale, persino i bambini a patto che il loro vissuto trapeli all’interno del racconto.
LIBERO ARBITRIO BLOG (http://caterinaarmentano.splinder.com/) in collaborazione con M.P. Black e Lavinia Scolari organizza il concorso letterario “LIBERO ARBITRIO SPIN – OFF”. In palio la pubblicazione dei tre racconti vincitori su LIBERO ARBITRIO BLOG e altri blogs amici e nove romanzi a scelta tra quelli gentilmente messi a disposizione dai più conosciuti autori emergenti italiani.
La giuria è composta dalle scrittici: M.P. Black ( Lisa Verdi e il ciondolo elfico, Lisa Verdi e l’antico codice, Lisa Verdi e il Sole D’Aresil editi 0111 Edizione. I guardiani delle anime. La maledizione della regina edito Edizioni Domino) Lavinia Scolari ( L’uomo dal campanello d’oro 0111 Edizione) Caterina Armentano ( Il sentiero delle parole Torchio editore, Sotto l’albero di mimosa Aletti Editore, Libero arbitrio 0111 Edizione).
Blog amici:
Albero delle gocciole di Giulia
Angel's Book di Violeta
Atelier dei libri Glinda
Bookland Viaggiando tra i libri
Cuore d’inchiostro di Sonia
Elfi draghi e streghe i miei libri e un po’ di gossip di M.P. Black
Frammenti di Sogni di Lavinia Scolari
Gloria’s literary cafè di Gloria
Lasciami leggere di Black
Il forum ufficiale di M.P.Black
Il sovrano lettore di Barbara Risoli
Sangue d’inchiostro di Leo
Libri messi in palio:
Amon saga. L’evocatore di Paola Boni edito Casini Editore.
Amon saga. La fine del sentiero. di Paola Boni edito Casini Editore.
Comiche in cassa di Alessandra Raiti e Patrizia Catenuto edito Kimerik Editore.
Demetrio dai capelli verdi di Marco Mazzanti Edizione Eiffel.
I figli di Atlantide di Mario De Martino edito Casini Editore.
I Guardiani delle anime. La maledizione della Regina di M.P. Black edito Edizioni Domino.
Il canto della notte di Camilla Morgan Davis edito Zero 91.
Il veleno del cuore di Barbara Risoli edito 0111 Edizione.
L’uomo dal campanello d’oro di Lavinia Scolari edito 0111 Edizione.
Bando: http://caterinaarmentano.splinder.com/post/25540786/concorso-letterario-libero-arbitrio-spin-off
Info:
Leggi le prime 50 pagine di "LIBERO ARBITRIO" :
http://issuu.com/0111edizioni/docs/ante-liberoarbitrio
Catena di lettura su anobii dove si potrà leggere gratuitamente il romanzo e richiedere il pdf: http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3152646#new_thread
Per acquistare il romanzo (oltre ibs, libreria universitaria, amazon.it ecc ecc...) : http://www.ilclubdeilettori.com/prodotto-143737/Libero-arbitrio-di-Caterina-Armentano.aspx
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